Da gennaio più di 200 scuole occupate ma gli studenti non vogliono fermarsi: “Istruzione svenduta a favore delle armi”

Da gennaio sono più di 200 gli istituti in tutta Italia che sono stati occupati e il loro numero è destinato a salire nonostante si avvicini la fine dell’anno scolastico. L’Udu attacca il ministro Bianchi: “Su alternanza scuola-lavoro solo promesse. Ci prendono in giro”.

Più di duecento scuole occupate e un’onda lunga che non sembra voler arrestarsi. Dopo gli Stati Generali della scuola pubblica proseguono in tutto il paese le proteste all’interno degli istituti da parte degli studenti. “Le mobilitazioni studentesche non si stanno fermando – spiega Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione Degli Studenti – l’ondata di occupazioni continua a diffondersi in tutto il Paese. Nonostante ciò il governo non solo continua a non ascoltarci ma gioca sul nostro futuro, togliendo finanziamenti all’istruzione per darli agli armamenti”.

Dall’inizio dell’anno, ricordano gli studenti, più di duecento scuole nel paese sono state occupate, nell’ultimo mese ventidue a Cagliari e provincia, mentre a Milano è stata occupata da poco la trentesima scuola, mentre a Bologna continuano le proteste con una nuova scuola occupata da mesi quasi ogni settimana. A febbraio più di cinquanta scuole sono state occupate a Torino e provincia e su tutto il territorio nazionale.

“Il ministro Bianchi e questo governo continuano a prendere in giro le studentesse e gli studenti e il loro futuro – continuano gli studenti – Oltre a non intervenire in materia di rapporto tra scuola e lavoro successivamente alla morte di due nostri coetanei durante i percorsi di stage, non mettono in discussione l’attuale sistema d’istruzione e in più prevedono di definanziarlo a favore di spese militari”.  

“A partire dagli Stati Generali della Scuola abbiamo rivendicato la necessità di costruire un modello di scuola radicalmente differente: accessibile a tutte e tutti, attenta ai bisogni dei territori e che metta al centro il benessere delle persone e delle comunità. Siamo pronti a presentare la proposta elaborata in tale occasione anche in Parlamento, ma una cosa è sicura: ora vogliamo decidere noi, non possiamo più accettare di continuare a farci rubare il futuro, le mobilitazioni e le ondate di occupazioni continueranno e si moltiplicheranno di questo il governo può starne certo” conclude Redolfi.

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