La Bio T cerca un comunicatore scientifico

Schermata 2013-01-24 a 13.50.46

La Bio T S.r.l. è alla ricerca di un responsabile per la comunicazione scientifica a Roma, da inserire per sei mesi nell’organico, con possibilità di inserimento futuro.

La risorsa dovrà essere laureata in materie scientifiche, preferibilmente in Bioscienze e Biotecnologie o ingegneria. Costituirà titolo preferenziale avere esperienza nel settore della comunicazione.

Il responsabile si occuperà di scrivere, tradurre e adattare dei testi, creare e gestire blog aziendali, gestire i profili e le pagine sui social network, realizzare presentazioni in ppt, posizionare testi sui motori di ricerca, in base a fondamenti SEO, nonché produrre tabelle, grafici e diagrammi.

E’ perciò indispensabile che il candidato conosca bene gli strumenti informatici e i programmi necessari per la realizzazione delle attività menzionate.
Altre qualità richieste sono la predisposizione all’approfondimento, allo studio e alla ricerca; un’ottima dialettica e una buona capacità di scrittura, rappresentazione ed esemplificazione. Si richiede una conoscenza adeguata della lingua inglese.

Il rapporto lavorativo sarà regolato da un CO. CO. CO. – CO. CO. PRO.
Per ulteriori informazioni e per candidarsi, cliccare su JobSoul.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Silentdisco, a Camerino gli studenti ballano con le cuffie

Next Article

Salute, la crisi fa ingrassare

Related Posts
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.