Infanzia, Gabriel presenta il Next Generation Eu a Bologna: “200 mila posti in più nei prossimi tre anni”

“Anche l’Erasmus Plus con i sui 28 miliardi farà parte degli investimenti per l’educazione dell’infanzia”, ha ricordato la commissaria europea. Bianchi: “Oggi giornata storica”

“Un investimento da quasi 5,2 miliardi di euro per oltre 200mila nuovi posti entro il 2025 per asili nido ed infanzia in Italia”, è l’obiettivo che la Commissione europea e della Commissaria per l’Educazione, Giovani, Ricerca e Innovazione, Mariya Gabriel. La conferenza sull’infanzia di Bologna presenta gli investimenti europei del Next Generation Ue, incardinata nel Pnrr dell’Italia per i più piccoli da 0 a 6 anni nell’incremento dell’offerta formativa di asili nido e scuole dell’infanzia. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi firma insieme alla Commissaria Gabriel le linee guida che l’Italia dovrà seguire nell’uso delle risorse europee.

Gabriel: “Erasmus Plus investirà una parte dei 28 miliardi nell’infanzia”

“Grazie a Bologna per la sua storia e la sua visione, per noi questo è un posto unico. Talvolta l’attenzione che diamo all’infanzia non è abbastanza. Abbiamo bisogno del sostegno degli enti localo per portare avanti la nostta visione e questo sforzo corale porta ad investimenti importanti. L’inclusione è molto importante, soprattutto dopo la pandemia che ha portato gravi disuguaglianze in Europa. I servizi per l’infanzia hanno un ambiente di apprendimento molto importante che non si trova a casa e ha un grande ritorno educativo. Sono felice che molto ministri europei hanno messo insieme competenze fondamentali per investire nell’infanzia”. E ancora: “Una parte importante del Next Generation Ue riguardano il settore dell’infanzia, 200mila posti da qui al 2025 nei giovani da 0 a 6 anni. Dobbiamo anche ricorrere alla garanzia europea dei bambini contemuta nell’Erasmsus plus che ha anche investimenti nell’infanzia, non è solo rivolto agli universitari”. Sono 28 miliardi di euro del sistema di finaziamento europeo per i prossimi anni che verranno usati anche per i bisogni dei bambini, degli educatori e degli insegnanti. “Ritengo – conclude Gabriel – che l’istruzione debba essere accessibile a tutte le famiglie, dobbiamo raggiungere questo obiettivo in Europa, c’è una raccomandazione europea sulla qualità dei servizi per l’infanzia. Il mio è un messaggio a tutti gli Stati membri in questo senso. Importante continuare ad investire in questo settore, lavorando insieme e attendo con interesse i risultati di questa conferenza che stimoli l’iniziativa di tutti per affrontare questo futuro che dovremo costruire tutti insieme“.

I dati italiani nell’infanzia

Se quasi tutte le province emiliane e romagnole, ad esempio, superano i 33 posti ogni 100 bambini fra zero e due anni, raggiungendo quindi la soglia minima di copertura richiesta dall’Europa (peraltro nel lontano 2002), ci sono province dove neanche un bambino su dieci ha a disposizione un posto al nido: Trapani (9,7%), Napoli (8,9%), Ragusa (8,7%), Catania (8,1%), Palermo (8%), Cosenza (7,7%), Caserta (6,6%), Caltanissetta (6,2%). “L’Emilia Romagna ha la più alta offerta in Italia di asili nido e garantisce un sistema che tiene insieme la necessità di garantire gli asili nido della prima infanzia che storicamente nascono proprio qui in Emilia. Oggi riesce a garantire il 70% della domanda regionale – ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Abbiamo deciso che useremo alcune decine di milioni di euro del fondo sociale europeo per potenziare questa offerta nel Next Generation Ue nella fascia 0-6 anni. Il nostro obiettivo è diventare la prima regione italiana in pochi anni ad azzerare le liste di attesa. Abbiamo già investito 30 miliomi di euro per abbattere le rette”. Bonaccini annuncia, poi, l’avvio della sperimentazione di 74 asili nido per l’insegnamento della lingua inglese già negli asili. “Ogni volta che si fanno le prove invalsi per le superiori emerge che quelli italiani sono un po’ meno bravi rispetto quelli europe – ha sottolineato Bonaccini – vogliamo partire dall’infanzia nel migliorare gli studenti di domani, per questo investiremo molto nei prossimi anni nella spesa corrente affinché si costruiscono più asili nido”.

Bologna città dell’educazione

“Credo che dobbiamo ringraziare chi lavora nei servizi dell’educazione perché sono stati anni difficili – ha dichiarato il sindaco di Bologna Matteo Lepore -. Non è stato facile seguire le regole e prendersi cura per i più piccoli. Abbiamo deciso di titolare una scuola dell’infanzia a Giancarlo Cerini che ha contribuito ha scrivere queste linee guida per l’infanzia. La Magna Carta di Bologna porta il nome della nostra città, vi accogliamo con lo stesso spirito di allora. Il nostro sistema ha generato diritti per tutte e tutti, partendo proprio dall’educazione partendo dal basso e dalle competenze delle persone. Lavorare insieme in tutte le lingue del mondo per i nostri bambini e bambine”.

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