Il perfetto manager ha un fisico asciutto

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Qual è uno di requisiti principale per diventare un manager di successo? Organizzazione, motivazione, costanza, capacità decisionale, problem solving? Sì, ma non basta: da oggi conta anche avere un fisico asciutto.

Questo è il messaggio che il Center for Creative Leadership, (CCL) un’organizzazione no profit che si occupa di analizzare e costruire percorsi di leadership creativa, ha lanciato dalle colonne del Wall Street Journal.

Secondo una ricerca svolta dal CCL, essere in sovrappeso “nuoce alla capacità di leadership” e non fa bene “all’energia del comando”. Sotto la lente di ingrandimento c’è il Bmi, ossia l’indice di massa corporea che mette in relazione il peso e l’altezza.

Ma perché tutta questa attenzione all’aspetto fisico? È davvero così importante?

“Essere al vertice comporta fatica e la resistenza fisica viene valutata al pari di altri fattori di scelta di un Ceo”, spiega Sharon McDowell Russel, responsabile del programma fitness del CCL. Una posizione che trova riscontro nella classifica stilata da Forbes sulle prime 500 aziende del mondo: ai vertici non ci sono Ceo obesi.

L’aspetto fisico è quindi una componente fondamentale del successo e i Ceo in forma tendono a promuovere i dipendenti con un fisico asciutto.

“Quella di dedicarsi al fitness per i manager è una cosa relativamente nuova”, spiega Ana Dutra, amministratore delegato di Korn/Ferry Leadership and Talent Consulting. “Una volta il capo era quello che trascorreva ogni minuto al lavoro, rinunciando alle vacanze e i dipendenti avevano questo suo comportamento come modello. Ora invece è normale che si prenda del tempo per se stesso, per rigenerarsi”.

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