Il lockdown ha stravolto il nostro girovita: una persona su 4 ha dovuto cambiare taglia di jeans

La conferma arriva da Chip Bergh, numero uno della Levi’s: il 25% dei loro clienti ha dovuto cambiare taglia per essere ingrassati durante la pandemia. Negli Stati Uniti l’aumento è stato di ben 13 kg a persona.

Quella che per molti era un sospetto adesso è diventata una certezza: il lockdown ha stravolto completamente le nostre vite, anzi sarebbe meglio dire il nostro girovita. A sostenerlo è Chip Bergh, numero uno della Levi’s che in una intervista all’Associated Press – come riporta oggi Repubblica – ha snocciolato dati da mandare in tilt le bilance di mezzo pianeta. Un cliente su 4 (ovvero il 25%) della più famosa marca di jeans dell’universo dal lockdown ad oggi ha dovuto cambiare taglia a causa dell’aumento di peso accumulato durante il lockdown e del periodo passato in pandemia.

Evidentemente il mix micidiale tra smartworking, chiusura delle palestre, il divieto anche di fare delle passeggiate se non nei pressi di casa, ha giocato un ruolo fondamentale nell’accumulo di grasso da parte delle persone che poi, come se non bastasse la sedentarietà forzata, hanno spesso sfogato la rabbia per dover passare gran parte delle proprie giornate in casa cucinando a più non posso tra pasta fatta in casa, dolci, pizze e altre (si spera) prelibatezze varie.

Il fenomeno in America ha già un nome: quarantine-15, ovvero i 15 pound (7 kg) medi in più che ogni statunitense si porterebbe addosso come gravosa eredità della crisi sanitaria. E a confermarlo c’è anche il fatto che l’American Psychology association sostiene che il 42% degli americani ammette di essere ingrassato con un aumento di peso medio di 13 kg.

Ma c’è anche chi va in controtendenza: una pubblicazione scientifica validata dal Jama network open su un campione ridotto di casi — 300 persone con le bilance monitorate in remoto per uno studio medico — ha dimostrato che tutte, indipendentemente da classe sociale e luogo di residenza, hanno iniziato a prender peso durante i periodi di lockdown a un ritmo medio di un kg al mese.

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