Il grande flop degli aeratori anti Covid a scuola: pochi fondi per poterli acquistare

L’installazione degli impianti di aerazione anti Covid non ha riscosso grande appeal tra i presidi delle scuole italiane che hanno preferito spendere i soldi messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione principalmente per gel, mascherine e supporto psicilogico per gli studenti. Il motivo? Costavano troppo per i pochi fondi a disposizione.

L’installazione degli impianti di aerazione nelle scuole è stato un gigantesco flop. A confermarlo è stato lo stesso ministro Patrizio Bianchi che ha spiegato come questi strumenti, sui quali adesso si sta concentrando gran parte del dibattito sulla riapertura delle scuole per assicurare loro maggiore sicurezza, non abbiano riscontrato grande appeal tra i presidi. Soprattutto perché i fondi a disposizione per acquistarli non erano a sufficienza.  

“Nel decreto Sostegni del 22 marzo 2021 – ha spiegato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – abbiamo dato risorse per gli impianti di aerazione e le scuole sulla base della loro autonomia hanno scelto su cosa investire”. Il decreto, come spiega oggi il Resto del Carlino, all’articolo 31 prevede uno stanziamento di 150 milioni di euro per acquistare “dispositivi e materiali di protezione individuale e degli ambienti nonché di ogni materiale il cui impiego sia riconducibile all’emergenza Covid” (dalle mascherine, al gel passando appunto per gli aeratori) ma i fondi possono essere utilizzati anche per assistenza psicologica e pedagogica, per servizi medico-sanitari volti a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza e nelle attività inerenti alla somministrazione di test diagnostici» e per il «potenziamento delle attività di inclusione degli studenti con disabilità.

Ogni istituto, quindi, ha avuto a disposizione in media poco più di 3500 euro e contando il fatto che un aeratore costa in media 500 euro e che normalmente per rendere “sicura” una classe ce ne vogliono almeno due, il perché le scuole abbiano deciso di virare su altro è davvero facile intuirlo.

“Il mio istituto, che ha 1.100 studenti – ha raccontato al Carlino la professoressa Cristina Costarelli, preside del liceo scientifico Newton di Roma – ha ricevuto circa 45mila euro, che non bastano certo per un istituto come il nostro, neppure se fossero finalizzati ad acquistare esclusivamente impianti di aerazione. E poi sono mancate linee guida chiare su quali apparecchi acquistare e un coordinamento con gli enti locali ai quali sono in capo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. E il risultato che di aeratori, con quei 45 mila euro, non ne abbiamo acquistato neppure uno”.

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