IL CASO – Test di medicina annullato? La segnalazione da Bari

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Un plico manomesso. Sarebbe questa l’ipotesi scatenante che potrebbe portare all’annullamento dei test di medicina in tutta Italia. A Bari sono al lavoro gli investigatori della Digos, che proprio ieri hanno ascoltato i componenti della commissione presente nelle aule di Economia martedì, giorno dei test di medicina.

Il plico, in sostanza, conteneva una busta in meno rispetto ai calcoli: al suo interno ce n’erano 49, invece di 50. Dopo la comunicazione al Ministero da parte del rettore dell’Università di Bari Antonio Uricchio, però, i test sono proseguiti.

Ma le associazioni studentesche Udu e Rete Studenti Medi da Roma annunciano un esposto in Procura, che sarà depositato nelle prossime ore: “A Bari un plico non solo è stato aperto prima che gli studenti entrassero, ma addirittura al suo interno sono state ritrovate solo 49 buste a fronte delle 50”.

In realtà, il rettore aveva parlato di un plico in più arrivato a Bari forse da un’altra sede, ma di fatto all’appello è poi mancata una busta con il compito. Un episodio più che sospetto, perché lascerebbe immaginare la possibilità che qualcuno abbia sfilato il plico con le domande di ammissione ai corsi prima del suo arrivo nelle aule dell’Ateneo.

Per il caso di Bari le associazioni alzano la voce e chiedono “il sequestro di tutti i compiti inoltrati al Cineca per la correzione e di tutta la documentazione in originale presente ancora in università. Se i compiti sono usciti da Bari o da un’altra sede è tutto il concorso da annullare. In una graduatoria nazionale quello che succede a Bari si ripercuoterà a catena sulle altre sedi: chiediamo al ministro di sanare le ammissioni di tutti i partecipanti al test”.

Dall’ispezione della scatola, infatti, sembrerebbe che si stato aperto da sotto, dove lo scotch pare come scattato e poi rincollato. Intanto, gli studenti si dichiarano in coro pronti al ricorso.

 

Leggi anche la lettera di denuncia che una candidata ha inviato alla redazione di CorriereUniv segnalando violazioni dell’anonimato e cellulari attivi durante il quiz svolto a Catania.

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