I docenti italiani tra i meno pagati in Europa: in Germania guadagnano anche 30mila euro in più all’anno

I dati di Eurydice dimostrano come i docenti nostrani guadagnino molto di meno dei loro colleghi che lavorano in altri Paesi europei. In Germania una busta paga può arrivare anche a 50mila euro all’anno contro i 22mila dell’Italia. Si salvano solo i presidi: loro guadagnano il doppio rispetto a un prof con 15 anni di servizio.

Fare il docente in Italia significa guadagnare anche 30mila euro in meno all’anno rispetto a quanto succede in Germania, Svizzera e Danimarca. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Eurydice “Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2019/20” che mostra la composizione e le differenze nelle retribuzioni degli insegnanti e dei capi di istituto di 38 sistemi educativi europei. I presidi, infatti, si portano a casa uno stipendio che è sostanzialmente doppio rispetto ad un insegnante con 15 anni di servizio.

I dati di Eurydice dicono che gli stipendi dei decenti italiani sono tra i più bassi in tutta Europa. Le buste paga iniziali degli insegnanti italiani, infatti, si collocano nel range tra 22.000 e 29.000 euro lordi annui assieme a quelli insieme a quelli dei colleghi di Francia, Portogallo e Malta. Molte migliaia di euro in meno rispetto a quanto accade in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia dove lo stipendio di chi insegna a scuola viaggia tra i 30.000 e i 49.000 euro. Infine, stipendi superiori a 50.000 euro si registrano in Danimarca, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Liechtenstein, tutti paesi con un alto PIL pro capite.

Per quanto riguarda i cambiamenti negli stipendi tabellari durante gli ultimi anni, dal rapporto risulta che nel 2018/19 e 2019/20, gli insegnanti hanno visto aumentare i propri stipendi nella maggior parte dei sistemi educativi, anche se gli aumenti sono stati generalmente modesti o indicizzati all’inflazione. Tra il 2014/15 e il 2019/20, in un quarto dei sistemi educativi analizzati, gli stipendi iniziali degli insegnanti adeguati all’inflazione sono rimasti invariati o sono risultati addirittura inferiori. In Italia, così come in Francia, il potere di acquisto degli insegnanti è rimasto più o meno lo stesso negli ultimi cinque anni.

Discorso diverso, invece, per i presidi che spesso guadagnano il doppio dei loro colleghi insegnanti anche con 15 anni di servizio. Inoltre, le responsabilità e l’esperienza dei capi di istituto determinano differenze significative nei loro stipendi nella maggior parte dei sistemi educativi. In alcuni casi lo stipendio minimo di base dei capi di istituto è inferiore allo stipendio degli insegnanti con 15 anni di esperienza. In molti altri, invece, è superiore in tutti i livelli di istruzione. La differenza è più marcata in Francia (per il livello secondario), Italia, Romania, Finlandia e Islanda (livello secondario superiore) e Svezia.

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