Horizon 2020, gli internauti al Miur: “rafforziamo il ruolo del ricercatore”

Si va in Europa con la consapevolezza che solo investendo in Ricerca ci potrà essere sviluppo. E prima del lancio di Horizon 2020 e dei suoi bandi, il Ministero dell’Istruzione sonda gli umori dei ricercatori e dell’opinione pubblica sull’argomento.

Circa 6.000 cittadini sono stati coinvolti nella consultazione (aperta dall’11 ottobre al16 novembre 2012sul sito del Miur), condotta anche a livello europeo, sul Programma quadro per la ricerca e l’innovazione. La tendenza generale (circa il 94% dei partecipanti) ha riportato l’attenzione sull’Italia, confermando l’esigenza di adottare anche nel nostro Paese una visione di ricerca in linea con le politiche dell’Unione Europea. Il che significa superamento dell’accentuata settorializzazione disciplinare del sistema italiano, e una maggior cooperazione, condivisione e interdisciplinarietà per rafforzare la competitività sullo scenario internazionale.

Tra i temi emersi anche la necessità di rafforzare gli strumenti della ricerca, l’importanza di valorizzare il ruolo del ricercatore, l’esigenza di premiare la qualità più che la quantità della ricerca, sia per la valutazione che per il reclutamento, e de-burocratizzare il sistema.

In 35 giorni oltre 2.500 cittadini hanno completato il questionario e 3.500 hanno contribuito all’Ideario con oltre 7.500 voti, 500 commenti e 133 idee, sottolinea il Miur. La fascia di età maggiormente rappresentata tra i partecipanti al questionario e’ tra i 36 e 50 anni (43%), con una netta prevalenza maschile. L’85% dei partecipanti svolge attività di ricerca, in Università (74%) o in enti pubblici di ricerca (19%).

 

 

 

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