Gara di Robotica tra le scuole pugliesi

Tornano le gare di robotica a Bari con protagonisti gli studenti delle scuole dalle elementari alle superiori. Il 17 la selezione regionale a Bari di “Robocup Junior” a maggio la finale a Foligno.
Quest’anno, la rete RobocupJr nazionale ha individuato 10 istituti che negli anni hanno organizzato gare nazionali e le ha proposte come capofila di altrettante reti territoriali. La rete RobocupJr per la Puglia è costituita da 46 scuole pugliesi di ogni ordine e grado con a capo l’Istituto comprensivo Japigia 1-Verga, con dirigente scolastico Patrizia Rossini, scuola organizzatrice dell’VIII edizione nazionale della competizione di robotica, che si è tenuta a Bari lo scorso anno.
Le squadre si sfideranno nelle categorie under 14 e under 19 per la rescue, dance, theatre, sia per la competitiva che per la non competitiva. Contemporaneamente all’evento si organizzeranno convegni e laboratori, i cui dettagli saranno specificati nei prossimi giorni.
La gara è un modo per coltivare talenti e passioni nei più piccoli, attraverso gli insegnanti che si mettono in gioco e scelgono di imparare insieme con i loro studenti. Robocup offre anche l’opportunità di far studiare, interessare ed incuriosire gli alunni mettendo, accanto alle materie tradizionali, quelle che nascono dal gioco ma che hanno un grande valore formativo, e che consentono di sviluppare competenze e capacità necessarie alla vita quotidiana e la formazione nella robotica educativa può servire a tutto questo.
I corsi di robotica, visto che oggigiorno siamo immersi nella tecnologia, tanti gli strumenti che nel quotidiano utilizziamo e hanno alla base la programmazione informatica, dai telefonini ai tablet, ai computer, ma anche piccoli elettrodomestici, tanto per fare alcuni esempi. Conoscere fin da piccoli il modo in cui un semplice codice fa svolgere a semplici dispositivi un determinato lavoro aiuta a capire come funziona questo settore che può affascinare e magari aprire orizzonti verso il futuro lavorativo di tanti studenti. Con la robotica educativa i bambini imparano, semplicemente e divertendosi, ad usare la logica per raggiungere un obiettivo o a vedere la matematica sotto un aspetto diverso e sicuramente ad innamorarsi di materie che per alcuni potrebbero risultare un po’ ostiche.
“La nostra è una regione di nuova formazione nel campo della robotica educativa – dice la dirigente dell’istituto comprensivo Japigia 1-Verga, Patrizia Rossini – ma dopo il successo delle gare nazionali dello scorso anno, molte scuole hanno accettato la sfida e hanno voluto aderire alla rete territoriale. Abbiamo previsto corsi per almeno due docenti per ogni scuola, in modo da poter dare una formazione di base e dare loro la possibilità di partecipare alle gare che rappresentano sì, un momento ludico, ma altamente formativo”.
L’evento è seguito con molta attenzione anche dall’Ufficio scolastico regionale, come dichiarato dal vicedirettore Trifiletti. Rappresenta un esperimento molto positivo di rete tra le scuole, che è uno degli elementi sul quale punta molto la legge 107, quella sulla Buona scuola. Inoltre, è un esempio di diffusione della cultura digitale, un altro obiettivo prioritario del ministero. Questo progetto introduce nuove strumenti didattici attraverso la robotica e, più in generale, il digitale favoriscono l’approccio allo studio da parte dei ragazzi, orientato al problem solving e al lavoro di gruppo.
Per i dettagli dell’evento è possibile consultare il sito dell’Istituto Japigia1-Verga all’indirizzo www.icjapigia1verga.it.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Tai Chi, la ginnastica che fa bene al cuore

Next Article

Competenze digitali, dal Miur 80 milioni di fondi PON. Fedeli: "strumenti di cittadinanza globale"

Related Posts
Leggi di più

Finge di avere due lauree: professoressa dovrà restituire 20 anni di stipendi

Un'insegnante di sostegno che ha prestato servizio in diverse scuole della Brianza è stata condannata al risarcimento di 314mila euro per aver falsificato, dal 2000, i certificati di laurea in pedagogia e psicologia. Il caso è scoppiato dopo che la donna aveva denunciato la preside di uno degli istituti nel quale lavorava per mobbing.