Draghi: “Recuperare al più presto le ore in presenza. Investire negli istituti tecnici sul modello tedesco e francese”

Giannelli: “Unitarietà del sapere premessa di un nuovo rinascimento della cultura”

Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel discorso programmatico in Aula al Senato. “Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale – ha aggiunto – anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà”. A fronte di 1 milione e 696 mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado, solo 1 milione ha avuto assicurato il servizio della didattica a distanza nella seconda settimana di febbraio.

“Necessario investire in una transizione culturale a partire dal pratrimonio umanistico riconosciuto a livello internazionale. Con innesti di nuove materie e metodologie. E congiugare le materie umanistiche con quelle scientifiche. Investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni”, ha affermato il premier che ha aperto ad ulteriori reclutamenti del personale docente e amministrativo. In merito all’1,5 miliardi di euro previsti del Pnrr per gli itis, gli istituti tecnici, ha affermato che “particolare attenzione va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo“.

“Discorso di ampio livello culturale e ampiamente condivisibile – ha affermato Antonello Giannelli, presidenti dell’Associazione Nazionale Presidi -. Ho apprezzato l’unitarietà del sapere scientifico e umanisto, premessa di un nuovo rinascimento della cultura, che spesso nel nostro Paese non viene attuata”. Un progetto programmatico che da ampio spazio alla scuola, soprattutto nella volontà di guarire quella ferita durata un anno e che la pandemia ancora infligge al sistema scolastico. “Necessario recuperare quelle carenze formative che si sono aggravate nell’ultimo anno. Attendiamo dal Governo delle risposte concrete per poterle valutare nel merito”.

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