Dagli Usa, un vaccino contro il vizio del fumo

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Un vaccino contro il vizio del fumo. Sembra incredibile ma esiste. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry ha presentato un vaccino sperimentale capace di agire sui ricettori, contrastando l’arrivo della nicotina al cervello e contribuendo a ridurre il piacere provocato dalle sigarette. Gli studiosi italiani, però, sono scettici.

Ad ideare il vaccino anti-nicotina è stata la Nabi Biopharmaceuticals, casa farmaceutica americana.
I soggetti che hanno partecipato all’esperimento fumavano in media 19 sigarette al giorno da ben 10 anni.

Dopo quattro iniezioni, il consumo di sigaretta era sceso del 40%.
La vaccinazione ha portato ad una riduzione del 12,5% il legame della nicotina ai nAChR (i recettori della sostanza) associata a una diminuzione del 23,6% nella quantità di nicotina disponibile ad entrare nel cervello.

Gli studiosi italiani, però, sono perplessi. Roberto Boffi, pneumologo e direttore del Centro Antifumo dell’Istituto nazionale dei Tumori, ha detto:  «Prima di tutto, del prodotto vanno verificati i livelli di efficacia e l’innocuità. E, poi, qui non siamo in presenza di un virus, di un’infezione da debellare. Si tratta dell’assumere o no una sostanza, e nella droga-fumo sono coinvolti anche aspetti cognitivi, psicologici della persona, come paure e insicurezze. Da queste non ci si può immunizzare. Esistono già aiuti di provata efficacia, psicologici e farmacologici, ma il farmaco più potente resta la volontà”.
AZ

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