Curriculum? No Grazie. Ecco come avvengono le assunzioni in Google

“Il curriculum vitae? Non è poi così importante”. A dirlo non è il solito neolaureato senza esperienza che si affaccia sul mondo del lavoro per la prima volta, ma il direttore del personale di Google, Laszlo Bock, in un libro, “Rules Works!” da poco pubblicato negli Stati Uniti.
Il direttore delle People Operations (così, da Google, chiamano quello che da noi sarebbe il responsabile delle Risorse Umane) ha svelato come avvengono le assunzioni nel colosso informatico che, da due anni, si attesta come “il più ambito lugo di lavoro” per almeno due milioni di giovani in tutto il mondo. A poco o niente serve il curriculum vitae, spesso completamente ignorato nella fase di selezione; ancora meno l’Università frequentata: mente aperta, cultura generalista, capacità di immedesimarsi rapidamente in contesti pratici e operativi; questi alcuni dei requisiti che gli head hunters di Google cercano negli aspiranti candidati.
Così i colloqui si trasformano in vere situazioni lavorative: il candidato viene messo in una concreta situazione di lavoro, a contatto con i futuri dirigenti e colleghi (anche loro parte del processo di valutazione); un vero e proprio stress test in cui capire di che stoffa è fatto il possibile neo assunto.
Un iter che può durare anche 6 settimane, e che coinvolge più di un reclutatore: meglio diffidare, infatti, di una sola persona che potrebbe essere influenzata da pregiudizi o stati d’animo passeggeri. Nel processo di selezione possono essere coinvolti anche futuri sottoposti, colleghi, superiori, fino al direttore generale di Google, Larry Page, cui spesso spetta l’ultima parola.
“Assumi solo chi è più bravo di te”: questa la massima che i selezionatori Google devono sempre tenere a mente. Un tendere all’eccellenza che rende il colosso di Mountain View estremamente esigente, tanto da far impallidire le selezioni di quelle Università statunitensi (es. Harvard o Yale) dove vengono scartate oltre il 95% delle domande.
Una forte motivazione, quindi, sembrerebbe assolutamente necessaria per entrare in Google, ma non è così. Secondo Bock, infatti “I migliori neo-assunti sono quelli che neanche cercano un lavoro”. Giovai start upper, ingegneri creativi, imprenditori innovativi: a loro è aperta la “caccia” dei reclutatori Google, con buona pace dell’ormai obsoleto CV.

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