Coronavirus, ragazza di Codogno con la febbre al pronto soccorso. Il caso degli studenti

Quattro studenti universitari della Normale di Pisa non sono riusciti a farsi fare il tampone. Abitano a Firenze

Al pronto soccorso di Santa Maria Nuova Firenze ieri sera è scoppiato il caso. Motivo: la pretesa dei tamponi faringei per quattro ragazzi studenti fuori sede della Normale di Pisa che abitano a Firenze. Tutti con la febbre e una sindrome simil influenzale. Vero che non avrebbero dovuto andare al pronto soccorso, ma ci sono arrivati, accompagnati da un medico di famiglia, spaventato per le condizioni di salute di una dei ragazzi del gruppo che coabita nello stesso appartamento, una ventenne immunodepressa. Al pronto so ccorso dell’ospedale del centro di Firenze ci sono arrivati con i nervi a pezzi del medico amico, dopo un percorso di chiamate al numero unico messo a disposizione dell’Asl Toscana centro e anche al 118, senza ottenere notizie esaustive.

L’incubo coronavirus è piombato nella casa degli studenti domenica, quando si è ammalata la ragazza del gruppo, una ventenne tornata 4 giorni fa, da Codogno, uno dei paesi del Lodigiano isolati. Proprio il paese dove c’è stato il primo caso di Covid-19 in Italia che subito dopo la partenza della ragazza per Firenze è stato messo in quarantena obbligatoria.

Il timore di un contagio, la paura che la coabitazione forzata tra i ragazzi potesse finire per fare ammalare anche gli altri, che infatti adesso hanno tutti la febbre, ha messo in agitazione il padre di uno di loro, che abita a Domodossola. E’ stato quest’ultimo ad allertare il medico che si è reso disponibile per andare a casa a visitarli. E’ stato il medico ad aiutare i ragazzi a cercare una risposta a domicilio.

“Quando ci siamo sentiti dire che avremmo dovuto aspettare non si sa quale organizzazione che ancora non c’è per ottenere il tampone faringeo a domicilio, ho accompagnato tutti al pronto soccorso – racconta con la voce concitata il medico –. Non è stato facile prendere questa decisione, ma è possibile che non sia stato possibile avere un appuntamento? Che i medici del servizio non abbiano saputo darmi un’indicazione precisa? Mi hanno risposto che non c’era personale. Ho chiamato anche il 118, senza ricevere indicazioni”. A Santa Maria Nuova è stata di nuovo una battaglia. “Non volevano farci il tampone, ma siamo casi a rischio. Sono amareggiata”. Alla fine i tamponi sono stati fatti a tutti, medico compreso.

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