Coronavirus, “febbre si misura a scuola”: Tar dà ragione al Piemonte

La prima battaglia legale persa dal Governo sulle disposizioni anti-covid-19. “Ha vinto il buonsenso, sono sempre stato convinto della bontà delle nostre ragioni”, afferma il presidente del Piemonte, Alberto Cirio. Il decreto con cui il Tar ha respinto la richiesta del governo di sospendere d’urgenza l’ordinanza regionale che impone alle scuole la verifica della temperatura agli studenti rappresenta una svolta tra Regioni e Governo.

Il provvedimento emanato si basa su tre punti: i genitori, dopo avere misurato la temperatura ai figli, devono autocertificarla sul diario; le scuole sono tenute a verificare e in assenza dell’attestato hanno l’obbligo di provvedere direttamente alla rilevazione della febbre. Una “deresponsabilizzazione delle famiglie”, secondo il Governo, che tramite la ministra dell’Istruzione Azzolina e il ministro della Salute Speranza ha presentato ricorso contro l’ordinanza. Mentre per Cirio si tratta semplicemente di un controllo in più, un’ulteriore verifica di un’incombenza che, come prevede la normativa nazionale, spetta comunque alle famiglie.

Il Tar sembra propendere per l’interpretazione della Regione: il 14 ottobre è stata fissata la discussione in via ordinaria dell’istanza di sospensiva davanti all’intero Collegio nel merito. Ma per quella data l’ordinanza regionale sarà scaduta. Fine dei giochi, quindi: a meno che il governo non decida di reiterare il Dpcm contenente le regole sulla scuola (anche quello scade il 7 ottobre), e che la Regione non promulghi a sua volta un nuovo provvedimento. Impossibile, ad oggi, stabilire se in quel caso Roma tenterà un nuovo ricorso oppure no.

Roma incassa il colpo. Dopo i tentativi di dissuasione dei giorni scorsi da parte dei ministri Azzolina, Speranza e Boccia, nessun esponente del governo si è più fatto vivo con Cirio. Ad intervenire, indirettamente, è stato il premier Giuseppe Conte. «È inconcepibile che la scuola diventi terreno di sterili polemiche politiche – aveva affermato a margine della visita all’Istituto comprensivo “Dario Pagano” di Tor Bella Monaca -. I radar del governo sulla scuola non si spengono».

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