Cina, aborto forzato al 7° mese: posta la foto su internet

Feto morto

Duemila euro. È finita con una foto terribile e un aborto inconcepibile la storia di Lu, 33 anni, cinese, incinta al settimo mese e costretta dal governo di Pechino a “uccidere” il piccolo che aveva in grembo, in nome della legge del figlio unico.

In effetti Lu, insieme al marito, non aveva quei duemila euro che le avrebbero permesso di pagare la multa per le coppie che danno alla vita un secondo figlio. Ed ecco l’atroce finale. Il marito, però, non ha voluto rimanere in silenzio e, anzi, ha deciso di postare la foto del feto morto su internet. L’immagine, fortissima, ha fatto il giro della rete in pochi istanti, e ha scatenato non poche polemiche.

Il fatto è avvenuto il 22 marzo, nella provincia orientale cinese dell’Anhaui. I medici avrebbero ucciso il piccolo con un’iniezione fatale, provocandone successivamente l’uscita dal grembo materno. Dalle immagini si capisce che il feto fosse già quasi completamente formato, tanto che alcuni medici insistono nel dire che se non fosse stato ucciso sarebbe sicuramente sopravvissuto nonostante una nascita prematura di due mesi.

D’altronde nel paese è sempre più diffuso il fenomeno dell’aborto forzato: avere un secondo figlio è un lusso riservato solo a coloro che si possono permettere di pagare la multa imposta dal governo. E non mancano comportamenti persecutori contro le coppie che violano la legge. Dopo le ultime polemiche il governo sta pensando di rivedere la legge e renderla meno restrittiva. Ma c’è chi pensa che sia solo un’operazione di facciata. Il danno è già fatto.

RN

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