Cancro, scoperta 70 nuove varianti genetiche

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Individuate oltre 70 nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di cancro al seno, alla prostata e alle ovaie.
La scoperta è del consorzio internazionale “Collaborative Oncological Gene environment Study (Cogs)”, del quale fanno parte ben 10 istituzioni impegnate nello studio dei fattori genetici che predispongono allo sviluppo di alcune forme tumorali.
Tra i soggetti coinvolti, anche l’Istituto nazionale dei tumori di Milano.
Per portare a termine la ricerca, pubblicata sulle riviste Nature genetics, American Journal of Human Genetics e Plos Genetics, gli studiosi hanno analizzato i campioni di dna di più di 100mila persone malate e li hanno confrontati con quelli di soggetti sani.
Sono state così scoperte 70 nuove varianti genetiche che aumentano il rischio di cancro al seno, alla prostata e alle ovaie.
Si tratta di una scoperta importante per la lotta al cancro perché grazie ad essa ci saranno maggiori possibilità di individuare
i soggetti esposti maggiormente a rischio e di sviluppare cure mirate.
“Ciascuna di queste nuove varianti presa da sola comporta un piccolo aumento del rischio.
Ma il loro effetto è cumulativo, e quindi se un individuo ne presenta almeno una dozzina, il suo rischio diventa elevato”, ha detto Paolo Radice, direttore della struttura di Medicina Predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori.
“Il nostro istituto ha partecipato agli studi sul tumore al seno. Negli ultimi 10-15 anni si è iniziato a usare dei test clinici che rilevano
alcuni geni che identificano i pazienti a rischio, perché con mutazioni di origine familiare. Ma il problema è che nel 75-80% dei casi il test non porta a identificare una mutazione, questo perché evidentemente la predisposizione è legata ad altre varianti genetiche”, ha continuato.
AZ
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