Cern, riacceso l'acceleratore di particelle. Obiettivo: superare il Bosone di Higgs

Prossima frontiera: l’ignoto. Questo l’obiettivo dei prossimi esperimenti che si terranno nell’acceleratore di particelle del Cern, il Large Hadron Collider (LHC), che è stato riacceso in questi giorni dopo due anni di manutenzioni e potenziamento.
Soddisfazione e grandi aspettative: i sentimenti di chi all’acceleratore ci lavora giorno per giorno e che negli ultimi due anni ha progettato e realizzato le modifiche che porteranno l’LHC a raddoppiare la potenza sprigionata per gli esperimenti necessari alla straordinaria scoperta del Bosone di Higgs, la cosiddetta “Particella di Dio“.
Per riavviare l’LHC, lungo i 27 chilometri di tunnel che compongono parte dell’acceleratore sono stati lanciati due fasci di protoni in direzioni diverse. Completato il percorso senza intoppi, gli scienziati del Cern hanno potuto dichiarare ufficialmente l’accensione dell’acceleratore che nei prossimi mesi arriverà a sprigionare una potenza massima di 13.000 miliardi di elettronvolt.
“Con la ripartenza di Lhc, l’avventura ricomincia, ci stiamo lasciando alle spalle il bosone di Higgs e ora si apre per noi una porta su un mondo che non conosciamo – ha commentato Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn),ente che coordina la partecipazione dell’Italia al Cern di Ginevra e al progetto del Large Hadron Collider – Confidiamo che questa nuova esplorazione possa aiutarci a gettare un po’ di luce sulle componenti oscure dell’universo, ma speriamo anche in sorprese inaspettate. Le premesse sono delle migliori, non resta quindi che augurare buon lavoro a Lhc”.
Materia e energia oscura sono due dei misteri che i nuovi esperimenti puntano a chiarire. Ma più in generale, grazie alla scoperta del Bosone di Higgs negli ultimi test, l’obiettivo adesso sarà la scoperta di una serie di nuove particelle che possano confermare (o smentire) e ampliare la struttura di quello che i fisici chiamano il modello standard.

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