Carriere alias, gli studenti respingono l’attacco di Pro Vita: “Valditara le estenda a tutte le scuole”

Dopo le polemiche dell’associazione Pro Vita & Famiglia e le presentazione di 15 diffide ad altrettanti istituti scolastici, gli studenti pronti alla mobilitazione per difendere i diritti conquistati sulle carriere alias. E chiedono al ministro Valditara di estenderle a tutte le scuole d’Italia.

Carriera alias in tutte le scuole, altro che retromarcia. Dopo la notizia di circa 150 diffide che sarebbero state presentate ad altrettante scuole da parte dell’associazione “Pro Vita & Famiglia” insieme alla richiesta al ministro Valditara di intervenire, arriva la risposta della Rete degli Studenti Medi del Lazio che non ci stanno a veder messo in dubbio uno dei “diritti” conquistati in anni di mobilitazioni dentro e fuori le istituzioni scolastiche.

Una conquista importante

“Queste azioni legali sono atti inaccettabili e discriminatori nei confronti degli studenti e delle studentesse transgender. Le Carriere Alias sono uno strumento importantissimo per permettere alle persone trans di sentirsi pienamente se stesse all’interno delle mura scolastiche, riconoscendole in pieno nella propria identità”.

La proposta al ministro

“Recentemente il caso del Liceo Cavour di Roma (dove un professore si è rifiutato di applicare il regolamento alias continuando a riferirsi a uno studente trans con il suo dead name) mette in mostra l’insufficienza, piuttosto, di strumenti come questo, che andrebbero invece potenziati – proseguono gli studenti – In occasione dei fatti del Cavour il ministro si è espresso dichiarando di volere ‘una scuola senza discriminazioni’. Siamo noi, allora, a chiedere l’intervento di Valditara sulla questione: se davvero il Ministro non accetta discriminazioni nelle scuole, la sua risposta deve essere quella di approvare le Carriere Alias a livello nazionale, assicurando la formazione per i e le docenti, riconoscendo tutte le soggettività all’interno della scuola e tutelandole da attacchi ridicoli e pericolosi di associazioni come “Pro Vita e Famiglia” che non dovrebbero minimamente intervenire sulle questioni scolastiche.

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