Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all’interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.

Quattromila e cinquecento denunce di infortuni: sono quelle registrate nei percorsi di alternanza scuola-lavoro prima dell’anno della pandemia, nel 2019, solo in Puglia, il 4,2% del totale nazionale. Infortuni che hanno riguardi studenti che dovrebbero essere impegnati in formazione e non rischiare la vita o di subire
traumi conseguenti a incidenti. A svelare queste cifre è il segretario generale Cgil Puglia, Pino Gesmundo, presentando il progetto di Inca Cgil e Inail Puglia ‘Salute e sicurezza in edilizia e agricoltura’,

Un tema quello della sicurezza dei percorsi di alternanza scuola-lavoro tornato che è diventato una priorità negli ultimi mesi dopo la morte di due studenti in poche settimane che hanno spinto anche il Ministero dell’Istruzione a correre ai ripari per cercare di riformare il sistema che molto spesso ha visto che aziende utilizzare gli studenti impegnati nei PTCO come autentici impiegati piuttosto che come ragazzi da formare.

Intanto domani, venerdì 29 aprile, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, il ragazzo di 18 anni morto in una azienda meccanica del posto, la Burimec, lo scorso gennaio nell’ultima giornata della formazione dentro la fabbrica. L’incontro è previsto alla scuola dei salesiani Bearzi di Udine, quella che frequentava Lorenzo. In cortile Mattarella dovrebbe incontrare alcuni allievi e studenti, poi, entrando, visiterà la scuola e, appunto, incontrerà i genitori di Lorenzo.

“La morte di Lorenzo è impossibile da accettare. Ogni giorno dobbiamo ricordare cosa è accaduto perché, inconsapevolmente, le nostre menti si rifiutano di ammettere che nostro figlio non c’è più. Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siamo grati per la vicinanza che ci ha manifestato fin dai primi momenti e per l’impegno politico che probabilmente rimarcherà anche al Bearzi” hanno detto Maria Elena Dentesano e Dino Parelli, i genitori di Lorenzo.

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