Accorciare le superiori da cinque a quattro anni: parte la sperimentazione, ma i sindacati insorgono

accorciare le superiori
Il liceo internazionale per l’impresa Guido Carli, sponsorizzato dall’associazione degli industriali di Brescia, dove prenderà avvio la sperimentazione

 

Il progetto: accorciare le superioriIl Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha dato il via libera ad un liceo del bresciano: gli studenti potranno diplomarsi in soli 4 anni, ma le associazioni del settore temono nuovi tagli al sistema scolastico

 

Ridurre la durata delle scuole superiori da 5 a 4 anni: parte la sperimentazione in un Istituto di Brescia. Il via libera viene direttamente dal Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza che ha concesso ad una scuola paritaria del bresciano, il liceo internazionale per l’impresa  Guido Carli, di sperimentare l’accorciamento del percorso scolastico superiore: ai ragazzi che frequenteranno l’Istituto basteranno quattro anni invece che cinque per ottenere l’ambito diploma.

Un’iniziativa sostenuta con forza dal Ministro dell’Istruzione che, rivolgendosi agli studenti della Guido Carli, ha affermato: “Se ci fosse stata quando ero studentessa anch’io mi sarei iscritta a una scuola come la vostra. Si tratta di un’esperienza che dovrebbe diventare un modello da replicare in tutta Italia anche per la scuola pubblica”.

Ma è proprio questa prospettiva a mettere in allarme sindacati e docenti: in molti, infatti, sostengono che l’accorciamento del percorso scolastico sia semplicemente una maniera per operare nuovi tagli al personale docente. Come fa notare l’Anief, l’Associazione professionale e sindacale, tagliare il liceo di un anno significherebbe rinunciare anche a 40 mila cattedre, per un risparmio complessivo che si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro. Una situazione che determinerebbe anche ritardi per l’immissione in ruolo dei vincitori dei concorsi pubblici e dei precari che già lavorano nelle scuole italiane.

Intanto, però, la sperimentazione avanza, con il rischio, secondo il rappresentante Anief, Marcello Pacifico, di “creare un precedente, per il quale nella prossima estate non potranno che essere tessute le lodi, per puntare dritto alla soppressione di 40 mila cattedre”.

Nei prossimi mesi staremo a vedere quali iniziative prenderà il Ministero a riguardo: se estendere la misura provata nel liceo bresciano a tutte le scuole italiane, con relativa risoluzione dei problemi legati alla gestione delle cattedre e dei vincitori di concorso, o se andare nella direzione opposta e bruciare i tempi di accesso alle scuole facendo iniziare le elementari a cinque anni invece che a sei; una soluzione, quest’ultima, che ha trovato l’opposizione di molti pediatri ed esperti di formazione infantile.

 

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