Volontariato e formazioni all’estero: Erasmus+ di un mese in Lettonia

Speciale programmi finanziati dall’UE

Associazione InformaGiovani è alla ricerca di n. 2volontari residenti in Italia da coinvolgere nel progetto Erasmus+ EVA – Empowerment through Volunteering Activities”, in attività di volontariato di un mese in Lettonia da agosto a settembre 2021.

I partecipanti affiancheranno lo staff e volontari locali nelle seguenti attività: creare un orto cittadino a Liepaja; facilitare attività ricreative per bambini e giovani presso l’orto; organizzare una presentazione culturale sul proprio paese di origine. I volontari avranno la possibilità di proporre idee e pianificare le attività in occasione della Settimana della Creatività. Inoltre si occuperanno di strutturare insieme all’organizzazione un piccolo festival della moda, coadiuvare l’organizzazione ospitante nella gestione dello shop e nella creazione di un box di sabbia per il giardino dei bambini.


Profilo del volontario
L’opportunità di volontariato si rivolge a giovani in condizioni di svantaggio socio-economico (disoccupati, NEET, migranti di prima e seconda generazione) o geografico (residenti in aree remote): 

  • età tra 18-30 anni; 
  • motivazione ad intraprendere un’esperienza di volontariato all’estero;
  • predisposizione al lavoro di gruppo, apertura mentale e flessibilità;
  • creatività e interesse verso gli argomenti specifici di ciascuna attività.

CONDIZIONI DEL PROGETTO

Costi di viaggio: rimborso delle spese di viaggio (andata/ritorno) sino a Euro 360,00. 
Alloggio: i volontari alloggeranno in un appartamento condiviso, messo a disposizione dall’associazione Radi Vidi Pats, fornito di cucina, bagno, elettrodomestici. Il volontario verrà ospitato in stanza condivisa. 
Vitto: il cibo verrà fornito sotto forma di contanti (il volontario farà la propria spesa e cucinerà). 
Pocket money: i volontari riceveranno un ammontare in contanti pari a Euro 4,50 al giorno (per il periodo di attività)
Assicurazione: i volontari saranno iscritti al sistema assicurativo CIGNA del programma Erasmus+  

CANDIDATURA
 Inviare i seguenti documenti (in italiano o inglese) a [email protected]

  • Curriculum Vitae 
  • Lettera di motivazione (specifica per il progetto) 

Inserire come oggetto dell’e-mail: “EVS Lettonia”

Per maggiori informazioni e per conoscere le modalità specifiche di candidatura consulta l’INFOPACK o visita il sito del Portale Europeo dei Giovani https://europa.eu/youth/solidarity/placement/27025_en

SCADENZA: 12/07/2021

Total
5
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Fondo per la ricerca in campo economico e sociale: come presentare i progetti

Next Article

Veterinari, un lavoro sempre più richiesto. Ecco perché e quali sono i "nuovi" sbocchi professionali

Related Posts
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.