Vittoria storica dell’Udu

Storica vittoria dell’UDU contro l’innalzamento spregiudicato delle tasse universitarie che apre la concreta possibilità di ricorsi a catena in ogni università italiana.

Storica vittoria dell’UDU contro l’innalzamento spregiudicato delle tasse universitarie che apre la concreta possibilità di ricorsi a catena in ogni università italiana.

La sentenza definitiva del T.A.R. per la Lombardia, sede Milano, ha condannato l’Università degli studi di Pavia a risarcire tutti gli studenti dell’ ateneo per aver aumentato le tasse, nell’anno accademico 2009-10, oltre il limite previsto dalla legge e a rifondere all’Udu le spese di giudizio.

Il TAR per la Lombardia , Sezione I, ha depositato giovedì 17 novembre 2011,  la sentenza  definitiva n. 7130/2010, in seguito all’udienza pubblica di discussione del ricorso presentato dal Coordinamento per il Diritto allo Studio, svoltasi lo scorso 13 ottobre.

Motivo principale del ricorso, la denuncia della violazione dell’art. 5 del d.P.R. n. 306 del 1997 (Regolamento recante disciplina in materia di contributi universitari), secondo il quale “la contribuzione studentesca non può eccedere il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato, a valere sul fondo di cui all’art. 5, comma 1, lett. a) e comma 3 della legge 24 dicembre 1993, n. 537”.

I ricorrenti hanno dichiarato che tale limite sia stato superato, con riferimento all’anno accademico 2009-2010.

L’Udu Pavia ha cercato prima di bloccare l’aumento, e poi, scoprendo che nel Consiglio di amministrazione dell’Università di Pavia,il tetto del 20% veniva sforato di circa 1 milione e 700 mila euro (1,33% circa) ha impugnato le delibere e ha presentato ricorso al T.A.R. della Lombardia.

Assistiti dall’avvocato Massimo Ticozzi, l’UDU ha così vinto il ricorso e l’università è stata condannata a restituire un’eccedenza di oltre un milione e mezzo di euro agli studenti.

La sentenza del T.A.R  ha dichiarato fondato ed ha pertanto accolto il ricorso dell’ Udu Pavia, stabilendo che è stata illegalmente violata la soglia non superabile del 20% e che pertanto tutta l’eccedenza pari a 1,7 circa milioni di euro, deve essere restituita sia ai ricorrenti, sia attivandosi d’ufficio verso tutti gli altri studenti.

Il T.A.R inoltre, ha respinto l’eccezione di incostituzionalità della soglia del 20 % avanzata dall’Università di Pavia, dichiarandola perfettamente legittima e ragionevole e comunque non lesiva dell’autonomia universitaria, condannando inoltre, l’ateneo al pagamento delle spese processuali.

La difesa dell’ateneo contestava l’illegittimità costituzionale di tale disposizione, come lesione all’autonomia finanziaria e contabile dell’Università. Difatti, a causa del progressivo taglio ai finanziamenti statali destinati a costituire il parametro di riferimento per il computo della contribuzione studentesca, quest’ultima viene a ridursi progressivamente, in danno dell’efficienza stessa del servizio.

“E’ una sentenza storica e rivoluzionaria per l’Università italiana- commenta Michele Orezzi, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari- il T.A.R. Milano ha sancito quello che noi ripetiamo da tempo: il 20% non è un parametro indicativo bensì vincolante, perchè tutela il diritto allo studio. Questa sentenza è un enorme argine verso l’innalzamento selvaggio delle tasse universitarie che sta diventando il peggiore ostacolo sociale per accedere al mondo accademico”.

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