Venerdì 14 giugno, l’ennesimo sciopero dei trasporti

Sciopero dei trasporti

L’ennesimo sciopero dei trasporti, l’ennesimo venerdì nero, l’ennesimo disagio per i cittadini romani. Non si ferma l’ondata di agitazioni promosse dai sindacati dei trasporti nelle maggiori città italiane e sul tutto il territorio nazionale.

Venerdì prossimo toccherà ancora a tram, filobus, metro e ferrovie. Saranno rispettate, comunque, alcune fasce di garanzie. Lo ricorda, in una nota, l’Agenzia per la Mobilità spiegando che saranno rispettate le fasce di garanzia, per i lavoratori Atac e Roma Tpl: da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 giugno sono, inoltre, a rischio le corse delle linee notturne da N1 a N27.

Doppio sciopero – Allo sciopero proclamato da Usb se ne aggiunge un secondo, sempre di 24 ore, con rispetto delle fasce di garanzia, proclamato da Or.S.A. Trasporti solo per i lavoratori della ferrovia Roma-Giardinetti.

Il 14 giugno potrebbero non essere garantiti – spiega ancora l’Agenzia per la Mobilità – i servizi dello sportello permessi (sosta/Ztl/disabili/taxi) di piazzale degli Archivi, all’Eur, e quelli del numero verde disabili 800154451, del contact center infomobilità 0657003 (assicurate comunque le informazioni su orari e percorsi del trasporto pubblico) e dei box informazioni di Termini e Fiumicino. Bus turistici: check point Aurelia, Laurentina e Ponte Mammolo, in caso di sciopero del personale saranno attive le macchine emettitrici di permessi.

Sciopero anche per gli aerei – Il 14 giugno sarà «una giornata di lotta nei trasporti» in tutto il Paese. Uno sciopero di 24 ore interesserà il trasporto pubblico locale, il personale navigante e di terra di Alitalia e i lavoratori della Sea a Milano Linate e Malpensa e dell’Adf all’aeroporto di Firenze.

Ma quali sono i motivi della protesta?  Le agitazioni sono indette dall’Usb, con manifestazioni e assemblee a sostegno di «vertenze con problemi e rivendicazioni diverse che trovano un denominatore comune nella lotta contro il degrado complessivo del sistema dei trasporti del nostro Paese».

Un degrado, prosegue l’Usb, «causato dai tagli di bilancio, da piani industriali fallimentari, da privatizzazioni disastrose, dalla cronica mancanza di una politica nazionale del comparto».

L’Usb «rivendica una politica di trasporti che garantisca il mantenimento ed il rilancio del carattere pubblico delle compagnie e società; la compatibilità sociale e ambientale come servizio essenziale al Paese; la sicurezza dei mezzi per chi viaggia e chi lavora; l’efficienza e l’intermodalità per offrire nuove opportunità agli utenti e buona e sana occupazione per i lavoratori».

Su queste basi, prosegue la sigla sindacale, l’USB Lavoro Privato «intende costruire una più ampia mobilitazione e rilanciare il protagonismo di tutto il comparto trasporti alla costruzione di una giornata di sciopero generale nel prossimo autunno, rivendicando il diritto di rappresentanza, di democrazia e la fine del regime clientelare nella nostre aziende foraggiato dai sindacati complici».

Fa rabbia vedere il governo non impegnato fino in fondo alla questione. Fa rabbia, ancor di più, vedere i cittadini, sempre loro, a pagarne le conseguenze.

RN

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