Vaccino Covid Oxford, “rilevate risposte immunitarie robuste nelle persone anziane”

TOPSHOT – A researcher works on a vaccine against the new coronavirus COVID-19 at the Copenhagen’s University research lab in Copenhagen, Denmark, on March 23, 2020. – At Copenhagen university, a team of about 10 researchers is working around the clock to develop a vaccine against Covid-19 that could apply for clinical trial before within nine months. The vaccine will be based on two components : the protein which is on the surface of the coronavirus, called the spike protein that researchers express in the lab and then attach it on the surface of a virus-like particle. (Photo by Thibault Savary / AFP) (Photo by THIBAULT SAVARY/AFP via Getty Images)

La fase III della sperimentazione del Vaccino Oxford/Irbm/AstraZeneca si sta per completare. E il Financial Times scrive i primi risultati dei test per il vaccino anti Covid sviluppato dall’ateneo britannico, le cui dosi saranno prodotte in Italia dalla societa Irbm di Pomezia, mostrano che produce “una robusta risposta immunitaria nelle persone anziane” quello che è considerato il gruppo a più alto rischio. È stato rilevato, scrive il quotidiano due persone vicine alla sperimentazione, che il composto innesca gli anticorpi protettivi e le cellule T nei gruppi di età più avanzata. I risultati al momento sembrano replicare dati rilasciati a luglio che hanno mostrato che il vaccino ha generato “risposte immunitarie robuste” in un gruppo di adulti sani di età compresa tra i 18 ei 55 anni.

Nello specifico la sperimentazione per le persone – tra i 18 e i 55 anni – ovvero 1.077 adulti sani con 35 anni di età media aveva dato risultati promettenti. Anche come aveva spiegato Sarah Gilbert, che coordina il progetto del prestigioso ateneo britannico, “c’è ancora molto lavoro da fare prima che si possa confermare che il nostro vaccino aiuterà a gestire la pandemia di Covid-19, ma questi risultati sono promettenti”. Adesso questi esiti sembrano riguardare anche la fascia d’età più fragile. Ma come avverte lo stesso Ft i test di immunogenicità positivi non garantiscono che il vaccino alla fine si dimostrerà totalmente sicuro ed efficace nelle persone anziane. A settembre c’era stato un brevissimo stop all’arruolamento dei volontari perché in uno di essi era stata rilevata una grave infiammazione spinale. Dopo la valutazione del comitato indipendente la sperimentazione è ripartita.

Lo scorso 1 ottobre all’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, è stata presentata una domanda di autorizzazione, una procedura velocizzata nei tempi che si chiama rolling review e che riguarda anche altri candidati vaccini. Normalmente, infatti, i dati relativi a un nuovo farmaco vengono forniti tutti insieme, contestualmente alla richiesta di autorizzazione alla commercializzazione. In questo caso, invece, il comitato dell’Ema incaricato della valutazione ha deciso di analizzare le informazioni man mano che vengono elaborate da Oxford-AstraZeneca. Un modo, spiegano, per accelerare l’iter di approvazione e garantire l’arrivo delle prime dosi il prima possibile senza trascurare il tema della sicurezza.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Dpcm, cosa cambia per l'Università

Next Article

Docenti asintomatici possono insegnare in quarantena. Ma sulle ore è scontro anche tra i sindacati

Related Posts
Leggi di più

Intervista al nuovo rettore di Bergamo Sergio Cavalieri: “Open campus per far riscoprire agli studenti l’Università”

Sul Pnrr: "Uscire da logiche campanilistiche. Si ai consorzi con altre università e imprese ma superare le conflittualità con progetti condivisi". E sugli obiettivi dei dipartimenti: "Le strategie d'ateneo vanno discusse all'interno dell'università e in contrattazione con il ministero e poi si definiscono gli obiettivi da intraprendere"