Università telematiche: il ministero boccia metà degli istituti accreditati

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Le Università telematiche sotto osservazione. Il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha chiesto ai suoi collaboratori di controllare i giudizi espressi dai redattori del rapporto Anvur a proposito degli Atenei on line accreditati in Italia. risultato: delle undici Università accreditate, due rischiano di vedersi revocare lo status, tre devono effettuare importanti cambiamenti strutturali e organizzativi, altre cinque sono in attesa di valutazione e solo una è risultata in linea con gli standard europei.

Questi, in sintesi i giudizi espressi sui cinque Atenei a rischio: alla San Raffaele di Roma servono “docenti di livello superiore e spazi adeguati sia per i loro uffici che per le attività comuni (quelli che condivide con l’Università di Tor Vergata con cui è consorziata. ndr)”.

L’Italian university Line di Firenze “non ha espresso una progettualità adeguata a supporto della fase di lancio dell’iniziativa: sembra mancare la coesione necessaria ad assegnare alla Iul un ruolo riconosciuto all’interno dei rispettivi atenei fondatori” e la relazione Anvur aggiunge: “le iniziative fin qui prodotte hanno coinvolto un numero ristrettissimo di studenti”.

Alla romana Niccolò Cusano, l’Anvur intima che “non può servirsi solo di docenti a contratto e ricercatori, mentre alla napoletana Pegaso, l’agenzia di valutazione riconosce l’allargamento del suo bacino di utenza, ma sottolinea che: “il fenomeno non è accompagnato da un adeguato livello di qualità dell’erogazione della didattica e da criteri di selezione rigorosi per gli esami e la tesi finale”.

Infine la critica all’Università Giustino Fortunato di Benevento, rea di essere fin troppo poco telematica e di rappresentare in questo modo solo un elemento di concorrenza per la tradizionale Università del Sannio.

Insomma una serie di problematiche che abbassano gli standard dell’offerta telematica e pongono il nostro Paese in serio ritardo rispetto alla media europea.

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