“Tutto sommato facile”, la reazione degli studenti alla seconda prova

Tracce seconda prova maturità

Tutto sommato una versione semplice”. E’ il commento degli studenti del liceo classico Umberto di Napoli dopo la seconda prova dell’esame di maturita’. La versione di latino proposta ai ragazzi era di un autore del I secolo, Quintiliano. La versione, un brano su Omero e la sua arte oratoria, ha ‘stupito’ gli studenti ma li ha anche rasserenati. Il testo e’ stato considerato piuttosto facile. Alle 11.30 la prima studentessa ad uscire dallo storico liceo Umberto e’ Emanuela, che vorrebbe iscriversi ad Antropologia dopo la scuola. ”Sinceramente non l’ho trovata per niente difficile – dice la studentessa -.In latino vado bene e in due ore e mezza ho finito. Pare che anche i miei compagni non abbiano trovato difficcolta. Sicuramente Quintiliano e’ piu’ facile di Tacito”.

Piu’ difficile e’ stata invece la prova di matematica nei licei scientifici. Al liceo Mercalli i ragazzi, provati, sono usciti alla spicciolata intorno all’ora di pranzo. ”Difficile – spiegano i primi studenti usciti dalle aule – erano i quesiti pieni di calcoli da fare, e’ stata dura ma e’ finita”. Il caldo non ha aiutato i ragazzi napoletani che sono entrati in aula questa mattina con bottiglie di acqua e integratori di sali minerali. Le prove si sono svolte in maniera regolare e anche oggi a tutti gli studenti e’ stato vietato di usare telefonini e tablet durante la prova.

Pubblichiamo, a orario della prova terminato, la versione tradotta in italiano. Tutti gli studenti potranno confrontarsi liberamente con il testo, per monitorare eventuali errori.

Ragion per cui, come Arato creda che si debba cominciare da Giove, così a noi sembra che la cosa migliore sia cominciare da Omero. Ci ha dato infatti un modello, un punto di partenza per tutte le parti dell’eloquenza, proprio come Omero stesso dice dall’Oceano ha inizio il corso dei fiumi e delle sorgenti. Nessuno potrebbe superare Omero per sublimità negli argomenti di grande importanza e per proprietà in quelli di minore importanza: è ricco e conciso, ma è serio, degne di ammirazione per l’abbondanza per la concisione, supera tutti non solo per le sue capacità poetiche, ma anche per il suo vigore oratorio.

Infatti, senza voler parlare della lodi, dalle esortazioni e delle consolazioni, forse nono libro, che contiene l’ambasceria mandata ad Achille, per la violenta discussione tra i capi di Neil primo libro, i consigli forniti nel secondo non sviluppano tutta le tecniche dell’oratoria giudiziaria e deliberativa?

Non ci sarà certo nessuno così ignorante da non ammettere che un simile autore aveva nelle sue corde tanto i sentimenti moderati quanto quelli trascinanti. E non è forse vero – andiamo! – che all’inizio di entrambi i poemi, in pochissimi versi, ha, non dico rispettato, ma addirittura creato la legge dei proemi? Egli raggiunge infatti questi risultati: dispone favorevolmente il lettore con l’invocazione alle dee che, come era credenza diffusa, proteggevano i poeti; stimola il suo interesse mettendo gli davanti l’importanza degli argomenti; gli chiarisce la storia facendo una rapida sintesi degli avvenimenti principali.

Chi potrebbe raccontare più sinteticamente di Omero la morte di Patroclo? chi potrebbe narrare in modo più espressiva di grasso di lui la battaglia tra i Cureti e gli Etoli?

 

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