Troppi o troppo pochi? Rebus sul numero dei nuovi docenti. “Decreto Sostegni a rischio flop”

Per i sindacati criteri individuati nel decreto Sostegni bis per l’accesso alle modalità di reclutamento restringono di molto il numero delle persone selezionabili.
Prof con la valigia

I posti vacanti sono quasi di 120mila. Il Ministero, rivoluzionando anche il mondo dei concorsi e attraverso il decreto Sostegni bis appena varato, ne vorrebbe coprire almeno 100mila. C’è chi però su questo piano ha espresso più di un dubbio, sostenendo che questi numeri sarebbero addirittura sovradimensionati. Insomma, il mondo della scuola non ha bisogno di questa mole di prof soprattutto se si tiene presente la prospettiva di un decremento demografico che farebbe diminuire il fabbisogno di insegnanti e aprirebbe la strada a possibili situazioni di esubero.

“Queste sono considerazioni che lasciano stupefatti, perché bastano poche cifre a dimostrare che le preoccupazioni manifestate sono del tutto prive di fondamento” spiega la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. “L’anno scorso si è visto come su oltre 80.000 assunzioni autorizzate (pari al numero di posti vacanti) sia stato possibile farne solo 20.000 circa, per mancanza di aspiranti nelle graduatorie da cui si poteva attingere – aggiunge – Clamoroso poi il flop nelle assunzioni su posti di sostegno, per la mancanza di personale in possesso del prescritto titolo di specializzazione, conseguibile solo con percorsi universitari inopinatamente attivati in misura nettamente inferiore al reale fabbisogno e con forti disomogeneità sul territorio nazionale. In prospettiva, sono i dati anagrafici riscontrabili fra il personale docente a dirci come il rischio di esuberi sia del tutto improbabile, se si tiene conto che sono più di 300.000 gli insegnanti con oltre 54 anni di età, il che fa pensare a un esodo per pensionamenti che si manterrà piuttosto consistente nei prossimi anni”.

Il rischio è invece che avvenga il contrario, ossia che i criteri individuati nel decreto Sostegni bis per l’accesso alle modalità di reclutamento restringano di molto il numero di quelle che sarà possibile effettuare. “Se avrà diritto a essere nominato, oltre agli aspiranti in GAE e GM, solo chi è in prima fascia GPS con tre anni di servizio, degli attuali 100.000 posti vacanti se ne potranno coprire molti meno dei 70.000 di cui in questi giorni si parla. Da qui la necessità di modificare quei criteri, se non si vuole ripetere il flop dell’anno scorso e ritrovarsi ancora con una massa enorme di precariato” conclude Maddalena Gissi.

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