Treviso, i No Vax imbrattano i muri di una scuola elementare

I vandali hanno imbrattato nella notte la scuola elementare Toniolo

Una scuola elementare della prima periferia di Treviso è stata fatta oggetto, la scorsa notte, di importanti imbrattamenti compiuti da ignoti con l’uso di vernice rossa sulla facciata dell’edificio fino al alcuni metri dal suolo. Le scritte tracciate, come riporta l’agenza Ansa, sembrerebbero ricondurre a gruppi No Vax e alle contestazioni da essi sollevate su presunti rischi letali collegati all’assunzione di vaccini, anche quelli antinfluenzali.

Vernice rossa e scritte a caratteri cubitali su tutta la facciata dell’istituto primario di Santa Bona. Segni a tratti incomprensibili tra i quali spunta però nitidamente la “VV” cerchiata, firma del movimento anti vaccinazioni. Il danno stimato è di alcune migliaia di euro. Il “blitz” è avvenuto probabilmente nella notte tra il 14 e il 15 gennaio e solo questa mattina, il personale scolastico si è accorto del gesto. L’amara sorpresa proprio quando i lavoratori sono arrivati nei pressi della scuola per aprirlo in vista del rientro dopo il fine settimana. Sull’episodio sono in corso accertamenti della polizia.

Zaia: “Vandalismo da condannare”

Non è la prima volta che Treviso viene bersagliata da imbrattamenti di questo tipo. In passato, scritte analoghe sono comparse sulle pareti esterne di altre scuole come gli istituti Palladio e Mazzotti, il liceo Da Vinci, la scuola elementare di San Giuseppe e anche fuori dallo stadio del rugby di Monigo. Imbrattamenti sono comparsi, la scorsa estate, anche sulle colonne del cavalcavia della stazione ferroviaria, la sede della Cisl Belluno Treviso. Tutti questi atti di vandalismo hanno in comune la “firma”, la “VV” cerchiata.

“Il dissenso va sempre espresso in forme civili. Questa non lo è. E’ vandalismo da condannare senza se e senza ma – le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia – Che si tratti di persone organizzate o di un singolo poco cambia: prendere di mira una scuola per esprimere un dissenso costituisce un gesto di pura inciviltà. Perdipiù in una regione come il Veneto, dove la scelta di vaccinarsi o meno è libera e ogni cittadino può scegliere se farlo o no senza alcuna costrizione”.

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