Trasparenza nell'Università, Cantone: "Unico reale strumento contro corruzione"

Il n.1 dell’Agenzia nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha aperto questa mattina il convegno all’Università Sapienza di Roma su trasparenza e legalità. “Non mi stancherò mai di dirlo, sono i cittadini che controllano le istituzioni ecco perché la trasparenza è anche uno strumento educativo”. Ospite dell’ateneo romano, Cantone ha poi raccontato un aneddoto sulla Svezia, uno degli stati con minor tasso di corruzione al mondo: “Chiesi quali azioni avevano intrapreso per combattere la corruzione. Nulla mi risposero, solo trasparenza, trasparenza, trasparenza”. Si perché fiducia per le istituzioni è data dal livello di dialogo che riescono a intessere con l’esterno e agli strumenti regolamentari di cui si dota. “Prima di tutto dobbiamo riconoscere i problemi e poi affrontarli – afferma il Rettore Eugenio Gaudio – Il compito dell’Università è quello di porre le basi culturali per la legalità. Agli studenti dico che comportarsi bene alla lunga conviene sempre”.
Anche la Sapienza è stata oggetto dell’inchiesta della procura di Firenze sui concorsi truccati con due professori di diritto tributario interdetti per un anno: Pietro Boria ed Eugenio Della Valle. “Clientele e sfregio delle regole sono entrate anche in questa università – afferma Massimo Brutti, delegato per i procedimenti disciplinari – Una grave sconfitta che potrà non ripetersi soltanto dotandosi di strumenti che agiscano prima delle procure”. Nuove regole nazionali specifiche per il reclutamento dei professori nell’Università che preveda l’obbligatorietà di una prova scritta “prima di valutare i progetti, cambiare più spesso le commissioni, inoltre vanno inseriti online in modo permanente e non come ora che sono 120 giorni e poi vengono tolti”. In due anni e mezzo sono stati eseguiti 35 provvedimenti disciplinari. Tutto è partito dalla delibera sulla trasparenza del 27 febbraio 2015 con cui l’ateneo romano si è dotato di un puntuale strumento di controllo in collaborazione con l’Anac.
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Credits Federica Savino                            

“Non dobbiamo dimenticare che la maggior parte delle segnalazioni vengono da personale non docente e soprattutto dagli studenti – continua Brutti – Dobbiamo dotarli di maggiori strumenti e ricordarci che noi professori abbiamo il dovere di dimostrare per primi il rispetto delle istituzioni per essere credibili agli occhi dei giovani”. Poi il presidente Cantone ha voluto ricordare la verifica costante a cui si sottopone la Sapienza, “fondamentale, ma anche gli studenti devono essere i controllori della propria università. L’impegno è di rivederci il prossimo anno con miglioramenti evidenti”.

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