Torino, le offerte di lavoro arrivano a scuola

Lavoro-Torino-Milano-Gedi

Le offerte di lavoro? Arrivano direttamente a scuola. Partirà tra pochi mesi un progetto della Regione Piemonte, che vede coinvolti 13 dei 26 istituti della provincia. In pratica ogni scuola riceverà “una tantum” un contributo di 30.000 euro per avviare il meccanismo di “job placement”, come già accade in ambito universitario.

Tra le scuole che presenteranno domanda tra il 4 febbraio e il 4 marzo, ne verranno selezionate tre nel Torinese, quattro a Cuneo, tre ad Alessandria, due a Novara, una ad Asti, Biella, Vercelli e Verbano. Il contributo dalla Regione servirà a instaurare una rete scuola-lavoro che coinvolga almeno 150 ragazzi a istituto.

Buone notizie, dunque, per tutti i diplomandi e i neo-diplomati piemontesi. Gli studenti potranno usufruire di un nuovo strumento che li avvicina al mondo del lavoro e che riduce la distanza tra mercato e istruzione.

In più sono previste ore di orientamento, grazie al lavoro di esperti che lavoreranno con i ragazzi e con le loro famiglie.

“Con Liguria e Lombardia – sottolinea alla Stampa l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio -, il Piemonte è tra le prime regioni ad avviare la sperimentazione. L’obiettivo è di coinvolgere sul territorio piemontese circa quattromila studenti: un modo per aiutarli a trovare il proprio futuro professionale, rendendo allo stesso tempo più concreto e competitivo il sistema dell’istruzione piemontese, già riconosciuto tra i migliori in Italia e in Europa”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Monti propone: "Un solo mese di vacanza da scuola". E' polemica

Next Article

Via la carta dal bagno dei maschi. Scoppia il caso

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident