La storia di Tobia, dal coma alla Maturità

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Tobia, una storia di libri e coraggio. Giovanni Seretto racconta sul Resto del Carlino la battaglia dello studente iscritto al “Primo Levi” di Badia, che dopo un grave incidente è riuscito a diplomarsi e a conquistare la maturità.

Badia Polesine (Rovigo), 19 luglio 2014 – Quella di Tobia Zerbetto è la storia di uno studente che si è battuto per diplomarsi, dimostrando passione per i libri e un grande coraggio. E’ iscritto nella sede Einaudi del Primo Levi, a Badia, e a causa di un grave incidente ha rischiato di compromette la carriera scolastica. Ma con l’aiuto degli insegnanti e del preside è riuscito a diplomarsi nell’anno scolastico appena finito conquistando la maturità.

Tobia, vicino a lui mamma Manuela, racconta la sua toccante vicenda. «Era il 14 settembre del 2008 — comincia — il giorno prima del anno scolastico in cui avrei iniziato la classe 5ª del Primo Levi. Sono stato coinvolto in un incidente stradale a causa del quale ho riportato molteplici fratture e un grave trauma cranico. Sono entrato in coma profondo per sei mesi. Sono stato ricoverato per tre mesi in rianimazione e poi al San Camillo a Venezia e ancora a Ferrara, Bologna, Verona. Per i danni celebrali riportati mi sono rimasti dei deficit. In pratica ho dovuto iniziare tutto da zero in tutte le materie. Sono state colpite varie aree del cervello tra cui il campo visivo percettivo, la memoria. Però non mi sono mai arreso. Dopo quattro anni ho ripreso gli studi, il diploma mi occorre per entrare nelle categorie protette. Per questo difficile percorso i miei insegnati mi sono stati accanto sempre, per questo ci tengo davvero tanto a ringraziarli. In primis il preside Pietro Bassani per avermi permesso di concludere gli studi, il professor Innocenzo Marcadella che mi ha preso sotto la sua ala protettrice, la professoressa Chiara Mora per aver organizzato tutto il programma di sostegno»

E continua: «I professori Afra Zangheratti, Manuela Gilli Tiziana Ferrarese, Antonio Sturaro, Emanuela Zebin e Raffaella Verzola mi sono stati vicini fin dal primo momento e hanno cercato di aiutarmi in tutti i modi. La professoressa Grazia Cappellato e il professor Michele Lionello mi sono stati a fianco fino alla fine. I professori Valter Ortolani, Elisa Chieregato e Marino De Stefani mi hanno aiutato a destreggiarmi con la legislazione. A causa infatti dei danni alla memoria che ho riportato a causa dell’incidente, il mio apprendimento era molto più lento». Tobia continua: «Grazie anche al professor Daniele Borghi, a cui avrò fatto diventare bianco più di qualche capello, con tutte le domande su cosa e come dovevo fare. Infine, ma non ultimo, il mio angelo custode il professor Alessandro Bacchiega che mi ha aiutato a raggiungere il mio obiettivo, merito della sua enorme pazienza ed infinita umanità». E conclude: «Ringrazio tutti per essermi stati accanto in questi anni con costanza e pazienza. Tutti loro faranno sempre parte della mia vita e li porto nel cuore».

 

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