La storia di Lorenzo: “Giurisprudenza? Meglio fare la cavia umana all’estero”

Uomo-di-spalle

Lorenzo ha 34 anni e ha una laurea in Giurisprudenza. Il suo “lavoro” però, è un altro: per dirla in poche parole, fa la cavia umana. A raccontare la storia di Lorenzo è Thomas Leoncini, sul Giornale.

34 anni, romano, Lorenzo a 28 anni ha fatto una scelta: “Ho capito che la laurea in giurisprudenza non mi avrebbe permesso di lavorare, e ho fatto una scelta. Non avrei accettato di fare lavori poco remunerati come il commesso perché sarebbe stato psicologicamente devastante, considerando i soldi spesi per studiare”.

Ogni sei mesi Lorenzo si trasferisce per qualche settimana in altri Paesi europei per testare farmaci non ancora in commercio. “Guadagno bene. In Austria, Francia e Svizzera almeno 1200 euro sotto la voce “rimborso spese”. In più ho tanto tempo libero ma non voglio vivere tutta la vita affittando il mio corpo ai medici. Se dimostri che sei una persona seria i dottori sono molto disponibili; con uno di loro, che ha origini italiane ma lavora a Londra, si è creato un bel rapporto, mi avvisa quando viene aperta una nuova selezione”.

Sul tema c’è molto riserbo: per restare nel giro ed essere scelti dai medici occorre essere discreti e mantenere una continuità. “In Italia si guadagna troppo poco, al massimo 500 euro e ti vanno a toccare lo stomaco”.

E’ stato un articolo letto sul Times a far conoscere a Lorenzo il mondo della sperimentazione. Ma anche su Facebook non mancano esempi simili: il gruppo “Bacheca Esperimenti” conta 2244 iscritti, nella maggior parte dell’Università di Trento, che si scambiano favori e soldi per esperimenti (il più delle volte si tratta di test psico-attitudinali).

La storia di Lorenzo, però, fa il pari con quella di Alberto, trasferitosi a Londra per fare l’infermiere, o con quella di Chiara, con un biglietto in tasca per il Giappone. Tanti, tanti giovani italiani pronti a partire. Perché di opportunità, da noi, non ne vedono. O almeno solo da precari.

 

LEGGI ANCHE

Io, due lauree e un biglietto per il Giappone: “In Italia solo corruzione ed egoismo”

La storia di Alberto Barea, infermiere a Londra: “Qui il mio lavoro è riconosciuto e gratificato, in Italia non ci sono spiragli di crescita”

 

RN

 

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Università Milano-Bicocca: 10 assegni di ricerca per progetti sui temi dell'expo 2015

Next Article

Finisce la scuola, ma si può riassumere un intero anno in un voto sulla pagella?

Related Posts