Stage, indennità da 300 euro e più vincoli per gli studenti: la proposta

L’ipotesi di interventi sui turocini curriculari, condivisa dal ministro Orlando, prevede anche il rimborso spese e le comunicazioni obbligatorie. Mai atenei e imprese si dicono “preoccupati”

Stretta in vista per i tirocini e stage curriculari. Alla Camera, la maggioranza capitanata da PD e M5S ha messo a punto il testo base di una proposta di legge che fissa dei paletti alle esperienze di formazione e lavoro previste nei percorsi di studio e necessari al conseguimento del titolo. Assimilandole, di fatto, a un rapporto di lavoro e bypassando le competenze regionali in materia.

Le nuove regole introducono un’indennità di almeno 300 euro, oltre al rimborso integrale delle spese di trasporto sostenute dallo studente, di strumentazione (per i rapporti oltre le 5 ore giornaliere), di vitto, pena sanzioni fino a 3 mila euro. Parallelamente, crescono anche gli adempimenti burocratici: dall’obbligo di comunicazione obbligatoria (alla stregua di un normale contratto) alle clausole premiali in caso di successiva assunzione alle quote massime di tirocinanti come avviene per i rapporti a termine.

Stage curriculari

Secondo il PD e il Movimento 5 Stelle, dunque, un equo compenso per lo studente non dovrebbe scendere sotto i 300 euro, a cui sommare un rimborso per tutte le spese sostenute dal ragazzo. Considerando che la maggior parte dei tirocini curriculari (previsti sia da alcune scuole superiori sia da quasi tutti gli atenei) ha una durata di 150 ore, la paga oraria sarebbe di 2 euro.

Per adesso la retribuzione è assolutamente volontaria e a discrezione dell’azienda che si accolla il ragazzo. Per questo motivo, i 300 euro sarebbero sicuramente meglio di niente e già un primo passo per combattere lo sfruttamento del lavoro. Tuttavia, aggravare la situazione degli imprenditori imponendo loro maggiori vincoli e spese rischia di scoraggiarli e mettere a repentaglio l’unico modo che gli studenti hanno per imparare al di fuori del contesto scolastico/universitario.

Proprio da questo punto si sviluppano le critiche riguardo l’imposizione di retribuzioni che vanno oltre il rimborso spese base, le quali aumentano per l’aziendacosti già elevati per l’attivazione e lo svolgimento in sicurezza. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un’audizione alla Camera il 25 maggio scorso, in risposta agli interventi, ha sottolineato la necessità di introdurre l’indennità per colmare il gap con i Paesi esteri che garantiscono offerte migliori. Il calo della curva demografica e la mancanza di forza lavoro (dovuta all’emigrazione) nei prossimi anni potrebbe portare a situazioni di difficoltà. Tirocini a costo zero rischiano di produrre, a mio avviso, elementi che non garantiscono tutto l’impegno necessario al buon esito del progetto formativo”, ha affermato il ministro.

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