Sopravvivere? No

Ieri presso l’Università del Sannio un seminario dedicato al tema della qualità della vita degli ammalati

Si è tenuto ieri presso l’Università degli Studi del Sannio un seminario dedicato al tema della qualità della vita degli ammalati per la giornata mondiale del rene.
Ad aprire l’incontro, coordinato dalla professoressa Maria Rosaria Napolitano docente di economia e gestione delle imprese presso lo stesso ateneo, è stato il rettore dell’università, Filippo Bencardino. Al dibattito sono intervenuti i presidi Massimo Squillante e Francesco Guadagno rispettivamente della facoltà di Scienze economiche e aziendali e della facoltà di Scienze MM.FF.NN., Pompilo Cristino vicario generale della curia arcivescovile di Benevento, Natale Gaspare De Santo dell’istituto italiano di studi filosofici e Tonino Pedicini direttore generale della fondazione Pascale di Napoli. Quest’ultimo, in particolar modo, ha sostenuto l’importanza della distribuzione omogenea dei centri di cura sul territorio per l’uguaglianza dei cittadini. Pedicini ha fatto notare, in più, il fatto che in Italia solo l’11% del Pil sia destinato alla ricerca, il che ovviamente non basta.
Sono intervenuti, inoltre, Francesco Falco e Libera D’Alessio per portare la loro testimonianza rispetto alle condizioni di vita prima e dopo il trapianto del rene.
Hanno partecipato, anche, Luigi Bellini, fondatore della Next Onlus – Ong di Benevento, Giuseppe Acocella, rettore della Libera Università degli studi “S. Pio V”, Francesco D’Agostino, docente di filosofia del diritto, Francesco Vespasiano docente di sociologia e Paolo Ricci professore di economia aziendale.
Come è emerso dai vari interventi la qualità della vita dipende molto dall’economia del paese in cui si vive. Ecco il motivo per cui questi studiosi si sono confrontati per tracciare un progetto ideale di welfare pubblico che possa rispondere alle diverse esigenze degli ammalati.
Sopravvivere non basta, bisogna vivere.

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