Social Network & Self branding

Ci sei su Facebook? E’ la domanda tormentone tra amici di giovane e vecchia data.

Non essere presenti nei Social Network è cosa anacronistica. 400 milioni di utenti in tutto il mondo hanno un profilo su Facebook e, di questi, ben 12 milioni sono italiani. Così i Social Network assumono le sembianze di un vero e proprio fenomeno sociale. Ci sei su facebook?” è una delle domande più frequenti ai giorni nostri, quando incontriamo vecchi amici e quando conosciamo nuove persone.
“Ci sei su Facebook?” è, però, anche il titolo del seminario che giovedì 22 aprile 2010 si è tenuto presso la Biblioteca Europea a Roma. L’evento, organizzato e promosso dallo Sportello Going InformaGiovani Europa (servizio informativo e di orientamento gratuito del Comune di Roma per giovani di età compresa tra i 14 e i 35 anni), è stato spunto di riflessione e confronto su queste nuove realtà: i Social Network sono “buoni” o “cattivi”?
“Occorre sfatare il mito che siamo schiavi delle tecnologie –dichiara Simone Mulargia, ricercatore della Facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza-non si tratta di determinismo tecnologico, bensì di un’appropriazione della tecnologia da parte dell’individuo che la indirizza ai propri bisogni”.
La forza dei Social Network sta nella loro capacità di creare connessioni, da declinare nella vita off-line di tutti i giorni. In questi non luoghi, raccontandosi ogni giorno agli altri, è possibile costruire la propria identità: Facebook, come tutti i suoi predecessori e come quelli che verranno, è un palcoscenico in cui ciascuno può mettere in scena “tutti i Sé di cui la sua identità si costituisce”- continua Mulargia.
“Ecco che i Social Network diventano una vetrina che permette a giovani desiderosi di cimentarsi nel mondo del lavoro di farsi trovare dalle aziende piuttosto che cercarle”. Questo il consiglio del dottor Alessandro Prunesti, consulente della comunicazione di marketing applicata ai social media: creare una strategia di comunicazione coerente e integrata che utilizzi tutti gli strumenti che internet offre. Blog personali, profili su Social Network Sites (ricordiamo anche Twitter), video curriculum su Youtube, condivisione di documenti e progetti di lavoro con Slideshare, presenziare eventi in cui è possibile dare spazio ai propri interessi mettendosi direttamente in gioco.
Questi sono solo alcuni esempi proposti per illustrare come un uso consapevole delle nuove tecnologie, integrato a uno spirito d’iniziativa off-line, possa rivelarsi utile per migliorare la propria visibilità e posizione professionale. In due parole Self Branding.
Su Facebook ci sono gruppi che mirano a promuovere l’imprenditoria giovanile, come Giovani Imprenditori Confcommercio, Giovani imprenditori Confindustria Bergamo, Giovani Imprenditori Confindustria Calabria. Ci sono Social Network professionali come Viadeo o Linkedin, dove segnalando i propri interessi è possibile farsi conoscere e qui gli utenti sono davvero professionisti.
I Social Network Sites permettono di far crescere la propria rete di contatti e ormai anche di creare nuove professioni, come il community manager e lo sviluppatore di applicazioni per facebook.
Perché non sfruttare queste opportunità? Come farlo? Lo scoglio che va superato è il Knowledge Divide, così lo definisce Alessandro Prunesti: tanti sanno utilizzare i social network e le innumerevoli applicazioni della rete ma in pochi ne sanno fare un uso consapevole. Non è passato molto tempo da quando Kimberley Swann, 16 anni, è stata licenziata per aver scritto sulla sua bacheca “Il mio lavoro è noioso”.
Come le vetrine di un negozio anche le nostre pagine web vanno curate e allestite nel miglior modo possibile. Nella rete si cerca ma si può essere anche trovati. Quindi Giovani utilizzate il web, mettetelo al vostro servizio, per diventare imprenditori di voi stessi e farvi conoscere!
Annalisa Amato

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