Sigarette elettroniche, sequestrata nicotina made in Cina

sigaretta

 

Sono stati sequestrati 70 mila flaconcini di nicotina sintetica destinati alle sigarette elettroniche. I prodotti provenivano dalla Cina e sono stati classificati come pericolosi perché privi di un’adeguata etichettatura.
I militari dei Nas di Torino hanno sequestrato la merce, del valore di 380 mila euro, che era già pronta per essere immessa sul mercato da una ditta torinese.
Dito puntato contro le etichette: la Stampa sostiene che la principale violazione consistesse nella mancanza di istruzioni in italiano e nell’assenza di un numero di telefono del responsabile dell’immissione in commercio del prodotto, classificato come pericoloso.
E’ bene evidenziare che la nicotina sintetica liquida che occorre per ricaricare la sigaretta elettronica è altamente pericolosa in quanto è velenosa. Bisogna evitare perciò qualsiasi tipo di contatto con essa. Per questo nelle etichette si indica sempre la necessità di indossare i guanti, nel momento in cui si deve ricaricare una e-cigarette.

Qual è il problema, dunque? Le sigarette elettroniche spesso rischiano di non avere marchiatura CE. Le etichette dei liquidi, inoltre, dovrebbero tassativamente avere etichette contenenti consigli di prudenza e frasi  che segnalino il rischio.
In Italia, gli svapatori sono due milioni. Le aziende che operano nella produzione dei liquidi necessari per la sigaretta elettronica mettono giornalmente sul mercato circa 150mila flaconi. Il fabbisogno nel Paese, però, corrisponde al doppio. Ecco perché, spesso, gli svapatori devono comprare i liquidi sul web, rivolgendosi spesso alla Cina.
L’Italia sta iniziando a pensare a rispondere a questa esigenza del mercato. Nella provincia di Torino, per esempio, sono nati 130 negozi specializzati, che vendono tutto ciò di cui ha bisogno lo svapatore.
Il costo di produzione dei liquidi per la sigaretta elettronica, con o senza nicotina, è irrisorio. L’ingrediente più costoso è la nicotina liquida, che sul mercato ha un prezzo che oscilla tra i 70 e i 500 euro al chilo. La variante del prezzo, ovviamente, è legata al fatto che la nicotina liquida prodotta in Europa ha un prezzo differente rispetto alla produzione cinese-europea.

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