Scuole e università colabrodo: quello di Cagliari è l’undicesimo crollo in soli due mesi

I dati di Cittadinanza Attiva dicono che dall’inizio dell’anno scolastico ci sono stati 11 casi che hanno riguardato distacchi di intonaco o incidenti strutturali in tutta Italia. Intanto la Procura di Cagliari ha posto sotto sequestro l’intera area. Presentato anche un esposto per strage.

Quello di ieri a Cagliari è l’undicesimo crollo avvenuto in una scuola o in un’università da settembre: è l’allarmante statistica registrata da Cittadinanza Attiva che ha monitorato dall’inizio dell’anno scolastico distacchi di intonaco e incidenti strutturali registrati in atenei o istituti scolastici sparsi per la penisola. Come evidenziato con il Rapporto nazionale presentato a settembre da Cittadinanzattiva, più del 40% delle scuole è stato costruito prima del 1976 e oltre la metà è privo delle certificazioni di agibilità statica e di prevenzione incendi. Sono stati 45 i casi di crollo registrati negli istituti di vario ordine e grado fra settembre 2021 e agosto 2022, circa un episodio ogni quattro giorni di scuola, ai quali si aggiungono gli 11 avvenuti fra settembre e oggi.

Intanto sul fronte giudiziario si cerca di capire a cosa sia stato dovuto il crollo di ieri sera. La Procura di Cagliari ha deciso di sequestrare l’intera area della palazzina dell’Università che ospita la Facoltà di Lingue. Il provvedimento non è stato ancora eseguito e dovrebbe scattare nelle prossime ore. Il sequestro, autorizzato dal magistrato che coordina l’inchiesta Giangiacomo Pilia, riguarderà non solo la zona dove è collassato l’edificio ma anche le strutture vicine allo scopo di verificare le condizioni di stabilità e scongiurare altri possibili crolli.

Adiconsum, inoltre, chiede che sia fatta chiarezza sul crollo dell’ex aula magna. “Depositeremo un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari – annuncia Giorgio Vargiu, presidente Adiconsum Sardegna – chiedendo di aprire una indagine per le possibili fattispecie di disastro e tentata strage, ai sensi dell’articolo 434 del codice penale secondo cui ‘Chiunque commette un fatto diretto a cagionare il crollo di una costruzione o di una parte di essa ovvero un altro disastro è punito, se dal fatto deriva pericolo per la pubblica incolumità, con la reclusione da uno a cinque anni’”.

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