Scuola: precaria da 15 anni tenta di darsi fuoco davanti Montecitorio

precaria da 15 anni tenta di darsi fuoco

“Chiedo il lavoro che mi spetta”. Eccola Virginia Taranto, 55 anni, di Napoli, precaria da 15 anni, con una mamma da accudire e una figlia da mantenere da sola all’Università. Questa mattina, in occasione del primo consiglio dei ministri dopo la pausa di ferragosto, Virginia ha tentato di darsi fuoco in piazza Montecitorio.

Ha tirato fuori una bottiglia, minacciando il tragico gesto. Per fortuna colleghi e presenti sono riusciti a fermarla in tempo. La sua situazione resta, comunque, emblematica: anche per quest’anno scolastico Virginia si appresta a firmare l’ennesimo contratto a tempo determinato. Il suo nome, infatti, non appare nella lista degli oltre 11 mila insegnanti e amministrativi che hanno conquistato l’assunzione definitiva appena due giorni fa.

Per questo stamattina i sindacati avevano organizzato una manifestazione proprio di fronte palazzo Chigi. « Sono la 29esima in graduatoria – spiega con rabbia all’Adnkronos -. Dovevo essere di ruolo già da tre anni, invece rischio di perdere il lavoro». E continua: «Lotto da anni, ho avuto due ictus, ma non chiedo l’invalidità, chiedo il lavoro che mi spetta. Ho una figlia universitaria a cui provvedere, sola, e una madre di 87 anni. Sono precaria da 15 anni, in terapia da due, ci sono momenti in cui davvero non ne posso più. Per questo volevo farla finita».

Ma non finisce qui. Virginia sostiene di essersi vista «passare davanti prima i collaboratori, per un gioco sporco dei sindacati. Ora i docenti inidonei, che a loro volta subirebbero una grande ingiustizia, di fatto dimensionati dal livello 7 al livello 4. Oltretutto – rimarca – si tratta di insegnanti con problemi di salute, dunque non potrebbero garantire continuità di servizio. Risultato? Saremmo chiamati a fare le sostituzioni, la beffa delle beffe. Questo è mobbing sociale».

 

«È stato un attimo – racconta ancora all’Adnkronos Anna Grazia Stammati, dell’esecutivo nazionale Cobas -. Nessuno di noi era a conoscenza del suo intento suicida. È disperata». Provvidenziale l’intervento dei colleghi per fermarla. «Subito dopo – spiega la sindacalista – ha avuto un malore ed è arrivata l’ambulanza per assisterla. La verità è che viviamo una situazione drammatica e il governo si mostra sordo alle nostre richieste».

Proprio questa mattina il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza aveva partecipato a un incontro con i precari. «La giornata era iniziata bene ma ha rischiato di finire nel peggiore dei modi – conclude Stammati – Poi è arrivata la notizia che il Consiglio dei ministri ha rinviato alcune decisioni a lunedì, ma nessuno è venuto a informarci delle scelte assunte e così in piazza è prevalsa la disperazione».

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