Scuola: i provvedimenti a rischio con la caduta del Governo

La chiusura del Governo Monti prima dei tempi previsti allontana il traguardo per alcuni provvedimenti che il ministro Profumo avrebbe dovuto varare entro la fine della legislatura. Sull’anno scolastico in corso non ci saranno ripercussioni e neppure sul cosiddetto ”concorsone” che entrera’ nel vivo la prossima settimana con le prove preselettive in calendario il 17 e il 18. Anche per i Tfa (tirocini formativi attivi) non dovrebbero esserci problemi, almeno per quelli ”normali”.

Ma per quelli ”speciali”, riservati cioe’ ai docenti non abilitati che hanno alle spalle tanti mesi di servizio, un margine di rischio c’e’ perche’ sono nella fase della limatura finale e in attesa del via libera del ministero dell’Economia.

Altri provvedimenti in cantiere difficilmente raggiungeranno il traguardo, a cominciare da quelli sui nuovi concorsi (con nuove regole e cadenza biennale). Per approvare le nuove modalita’ selettive, infatti, il ministero dell’Istruzione deve chiedere l’autorizzazione ai ministeri della Funzione pubblica e delle Finanze. E poiche’ le regole sono ancora in fase di definizione con molta probabilita’ non ci saranno i tempi per completare l’iter.

Gia’ arenata la riforma degli organi collegiali, il contestato ddl 953, al centro della protesta degli studenti nelle ultime settimane. E rischiano di finire insabbiate pure le nuove classi di concorso degli insegnamenti, sempre che viale Trastevere non decida di imporle attraverso un regolamento ministeriale, ipotesi peraltro gia’ contestata dai sindacati. Stop, infine, ai nuovi modelli che avrebbero dovuto portare alla valutazione e all’autovalutazione negli istituti e alle procedure per mettere a punto la mappa degli edifici a rischio e gli interventi urgenti di manutenzione.

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