Ruzzle, il social game del momento, ci rende colti

ruzzle 

Ruzzle è il gioco del momento, un’applicazione per iPhone e Android che in poco tempo ha conquistato 11 milioni di utenti ed è diventato una moda anche qui in Italia (complice le festività natalizie che hanno segnare un boom di download nel nostro Paese).

Ruzzle è una via di mezzo tra il Paroliere e Scarabeo, molto semplice e intuito, che si può giocare in coppia (con amici o sfidanti presi a caso) e ormai Internet è stato invaso di guide, tutorial e trucchi per vincere a Ruzzle, alcuni onesti, altri meno: dalle app per barare ai consigli per sfruttare le lettere bonus, coniugare verbi e declinare parole e cercare i monosillabi.

Ma se la Ruzzle-mania non accenna a fermarsi, sono molti gli utenti che storcono il naso e si chiedono: ma tutte queste parole esisteranno davvero?

Ruzzle infatti accetta come valide parole non di uso comune e a volte il dubbio può sorgere ma Daniel Hasselberg, co-fondatore della Mag Intercative, la casa che produce il gioco (di cui esiste anche una versione Premium a 2,69 euro), assicura: le parole inserite nel sistema esistono e sono prese dal dizionario Zingarelli, come conferma anche la casa editrice bolognese che un anno fa ha avviato la collaborazione con la Mag.

La soluzione quindi è semplice: non è Ruzzle a sbagliare (o a barare), semplicemente sono gli utenti che non conoscono bene l’italiano.

Tra i vantaggi dell’edizione Premium di Ruzzle c’è la possibilità di accedere a statistiche e classifiche, come quella dei 10 giocatori con i migliori punteggi.

1- Claipad (2908 pt)

2- Supernova82 (2877 pt)

3 – Jack7mela (2832 pt)

4 -Santonimik (2831 pt)

5 -Abbli (2799 pt)

6) IronM*N (2794 pt)

7) Vedhanta (2792 pt)

8) Alessandro22 (2790 pt)

9) Pollocknap (2781 pt)

10) Adf91 (2738 pt)

Ruzzle, inoltre, può aiutarci a diventare più colti. Secondo l’Accademia della Crusca, basta informarsi sui significati delle parole che non conosciamo.
L’applicazione del momento in realtà non è niente di troppo innovativo: un meccanismo di gioco semplice e tradizionale (tutti ricorderanno il classico Paroliere, in voga già negli anni 90), che però trasferito su smartphone è diventato una vera e propria mania.

Secondo nientemeno che la prestigiosa Accademia della Crusca, il gioco aiuterebbe a diventare più colti.
Lo afferma Vera Gheno, dell’Accademia, in una intervista per Il Corriere.it: comporre i termini sullo schermo accresce il vocabolario del giocatore, a patto che egli, una volta terminata la partita, “vada a vedere sul dizionario il significato delle nuove parole scoperte”.
Perchè a volte, nella fretta, ci si sorprende a digitare vocaboli quantomeno strani, scoprendo poi che essi esistono davvero.

Considerando quindi la crescente popolarità del gioco e il tempo mediamente speso sullo smartphone dai giocatori incalliti, il livello culturale degli italiani sembra destinato a crescere smisuratamente.

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