Riforma ITS è legge: cosa sono le ITS Academy e quali le novità

Approvata alla Camera il testo che riforma gli Istituti Tecnici Superiori.

La Camera ha approvato quasi all’unanimità la riforma sugli Istituti tecnici superiori. Una platea di 121 istituti presenti sul territorio nazionale. La riforma del comparto è resa possibile da 1,5 miliardi di fondi attivati grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Si è trattata della terza e ultima lettura del testo già approvato al Senato a maggio scorso.

Riforma che rafforza il sistema

La previsione di spingere questo tipo di formazione superiore, parallela a quella universitaria, è quello di passare dai circa 21 mila iscritti attuali a 40 mila entro il 2026. “Si tratta di una riforma di struttura in grado di incidere sulla qualità complessiva della nostra offerta formativa e, con essa, sul futuro lavorativo di generazioni di giovani – dichiara la presidente della commissione Cultura Scienza e Istruzione, Vittoria Casa (IPF) -. Le nuove norme intervengono sulla denominazione degli ITS, sui livelli di percorso, sulla varietà delle aree tecnologiche, sul raccordo con il sistema universitario, sulla sinergia con le imprese, sugli sgravi fiscali per i finanziatori e sulla ridefinizione sia della governance che dei soggetti fondatori”. Anche per questo gli Its cambieranno veste e nome diventando Istituti Tecnologici Superiori. Un modo per meglio raccontare l’importanza di questi percorsi di specializzazione post diploma che garantiscono oggi tassi di occupazione dell’80% a un anno dal titolo e contratti stabili.

Digitale e transizione ecologica

La riforma prevede un allargamento degli ambiti di attività degli Its che dal 2008 sono sei: Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali-Turismo, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ora però serviranno altri strumenti come i descreti attuativi espandere le aree dei corsi tenendo in considerazione i due grandi pilastri del Pnrr ovvero digitale e transizione ecologica. Gli investimenti si concentreranno poi sull’ampliamento e il potenziamento dei laboratori. Ma a cambiare sarà anche la governance delle Fondazioni Its che vedrà la presidenza affidata “di norma”, così si legge nel testo, agli imprenditori. A ribadire la necessità di un crescente coinvolgimento delle aziende nella realizzazione di percorsi di formazione su misura. In più, sempre secondo il testo approvato oggi alla Camera, verrà garantita una quota di almeno il 60% di lezioni svolte da uomini d’azienda, esperti che lavorano sul campo e possono mostrare ai ragazzi come si lavora in un’impresa“. Soddisfatto anche Guido Torrielli, presidente dell’associazione Its Italy: “Con l’approvazione della legge gli Istituti possono finalmente spiccare il volo e diventare un sistema nazionale. Occorre ora far conoscere questi percorsi alle famiglie. Per questo chiederemo che 50 milioni del miliardo e mezzo messo a disposizione vengano utilizzati per l’orientamento nelle scuole e per il monitoraggio degli Istituti che devono essere eccellenze italiane”.

Leggi anche:

Total
1
Shares
Lascia un commento
Previous Article

A luglio le aziende non riescono a trovare 4 lavoratori su 10. Saldatori e operai specializzati i più richiesti

Next Article

Caso Suarez: rinviati a giudizio gli ex vertici dell’Università per Stranieri di Perugia

Related Posts
Leggi di più

Sostenibilità urbana, l’intervista all’architetto Mario Cucinella

Architetto e designer di fama internazionale alla guida dello Studio MCA - Mario Cucinella Architects, studio specializzato nella progettazione architettonica che integra strategie ambientali ed energetiche e fondatore di SOS - School of Sustainability, un master per la formazione di nuove figure professionali nel campo della progettazione sostenibile