Ricerca tedesca: “Ffp2 riduce il rischio di infettarsi anche a distanza ridotta”

Nella ricerca tedesca del Max Planck Institute è stato determinato il rischio massimo di infezione per numerose situazioni e sono stati presi in considerazione “diversi fattori che fino ad oggi non sono stati inclusi in studi simili”

La nuova auto-sorveglianza termina al quinto giorno, ma l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 dura 10 giorni. Il governo ha pubblicato le Faq per tentare di spiegare ai cittadini come funzionano le norme sulla quarantena introdotte con l’ultimo decreto del 2021 ed entrate in vigore proprio a Capodanno. Il decreto prevede che, in caso di contatto stretto con un soggetto confermato positivo al covid-19, la quarantena preventiva non si applichi: alle persone che hanno completato il ciclo vaccinale “primario” da 120 giorni o meno; alle persone che sono guarite dal COVID-19 da 120 giorni o meno; alle persone che hanno ricevuto la dose booster del vaccino.

A tutte queste categorie di persone si applica una auto-sorveglianza, con obbligo di indossare le mascherine FFP2 fino al decimo giorno successivo all’ultima esposizione al soggetto positivo al COVID-19. È prevista l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione dell’antigene Sars-Cov-2 alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere alla Asl il referto negativo, anche con modalità elettroniche, per determinare la cessazione del periodo di auto-sorveglianza.

La ricerca tedesca sulle mascherine

“Anche a quella distanza, in meno di cinque minuti una persona non vaccinata che sta vicino a una persona con Covid-19 può essere infettata con quasi il 100% di certezza”. Questa è la premessa di uno studio pubblicato il 2 dicembre scorso del Max Planck Institute di Monaco di Baviera su quanto le mascherine possono proteggere dal contagio. “La buona notizia – si legge nello studio – è che se entrambi indossano mascherine chirurgiche ben aderenti o, ancora meglio, Ffp2, il rischio diminuisce drasticamente”.

Gli scienziati hanno analizzato a Göttingen fino a che punto i dispostivi di protezione individuale sono efficaci in quali condizioni di utilizzo. Nella ricerca è stato determinato il rischio massimo di infezione per numerose situazioni e sono stati presi in considerazione “diversi fattori che fino ad oggi non sono stati inclusi in studi simili”. Le Ffp22 sono diventate obbligatorie, con il decreto della vigilia di Natale, in Italia a bordo di aerei e treni dove il tempo di permanenza può essere lungo, e anche sui mezzi pubblici dove il distanziamento non può essere garantito, oltre che in cinema, teatri, stadi.

I test sulle macherine Ffp2

Secondo i ricercatori se sia la persona positiva a Sars Cov2 che quella non infetta indossano maschere Ffp2 ben aderenti, il rischio massimo di infezione dopo 20 minuti è poco più dell’uno per mille, anche a una distanza più ridotta. Se i dispositivi di protezione individuale sono indossati male la probabilità di infezione aumenta a circa il 4%, anche se comunque è ridotto il rischio di infezione. “Non avremmo mai pensato che a una distanza di diversi metri ci sarebbe voluto così poco tempo per assorbire la dose infettiva dal respiro di un portatore di virus” afferma Eberhard Bodenschatz, direttore del Max Planck Institute for Dynamics and Self-Organization.

Un altro recente studio pubblicato su Jama (giornale dell’American Medical Association) ha messo confrontato le capacità di filtraggio di diversi tipi di mascherine: quelle di stoffa o chirurgiche avevano una capacità nel contenere le particelle virali variabile tra il 26% e il 79% mentre le Ffp2 avevano una capacità di filtraggio del 98,4%.

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