Ricerca, dall’Ue 1,8 miliardi di euro agli atenei italiani. Ma quelli più grandi raccolgono il 50% dei contributi

Un’analisi di ART-ER, condotta su dati dell’UE Open Data Portal del marzo 2022, mostra il flusso dei contributi per la ricerca e l’innovazione intercettati dalle università italiane. Le migliori performance si registrano al Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, il Politecnico di Torino e l’Università di Padova. Grande squilibrio tra gli atenei più grandi e quelli di dimensioni più piccoli per l’accesso alle risorse.

Quasi 2 miliardi di euro dal 2014 ad oggi: è quanto hanno raccolto le università italiane per progetti di ricerca e innovazione dai fondi europei su un totale di poco più di 5 miliardi e mezzo. A rilevarlo è un’analisi di ART-ER, condotta su dati dell’UE Open Data Portal del marzo 2022. Complessivamente, l’Italia è al quinto posto in Europa per numero di progetti (16.019) e contributo ricevuto (5,6 miliardi euro circa, di cui 1,8 alle università), alle spalle di Germania (19.333 progetti e oltre 10 miliardi di euro di contributo), Gran Bretagna, Francia e Spagna.

Sono 87 gli atenei che hanno realizzato 3.631 progetti di ricerca e innovazione (4.609 le partecipazioni totali di più università ai medesimi progetti), assumendo il ruolo di leader nel 36% dei casi. Il Politecnico di Milano (432 partecipazioni e 188 milioni di euro), l’Università di Bologna (350 partecipazioni e 151 milioni di euro), il Politecnico di Torino (264 partecipazioni e 105 milioni di euro) e l‘Università di Padova (276 partecipazioni e 103 milioni di euro) sono quelli che hanno evidenziato la performance migliore a livello nazionale.

Il 95% dei progetti finanziati da Horizon 2020 è stato realizzato da atenei statali, a cui è arrivato il 94% dei contributi erogati. Ma il dato nazionale restituisce anche un punto di vista ulteriore: uno squilibrio tra la capacità di accesso ai fondi da parte delle università più grandi rispetto a quelle di minori dimensioni. Le università nelle prime 10 posizioni in graduatoria raccolgono oltre il 50% del contributo totale ricevuto (967,4 milioni di euro).

Se si tiene conto delle caratteristiche degli atenei (statali e non statali, suddivisi in categorie omogenee per dimensioni), la classifica restituisce un dato in linea con le aspettative. Sono i Politecnici e le Università “Mega” a posizionarsi nelle prime posizioni, intervallati da alcune eccezioni positive: si tratta dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (181 progetti per 59 milioni di euro) e dell’Università di Trento (131 progetti per 55 milioni di euro), rispettivamente in nona e decima posizione. Inoltre, se l’Università Federico II di Napoli è il primo ateneo del Mezzogiorno (127 progetti per 51 milioni di euro), l’Università Commerciale Luigi Bocconi è la prima in graduatoria tra quelle non statali (56 progetti per 46 milioni di euro).

Tutti i dati sono disponibili attraverso un tool interattivo di facile utilizzo e con i dettagli sui progetti e enti finanziati, accessibile sul portale https://emiliaromagnainnodata.art-er.it

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