Quarantena, Regioni: “Dad solo per sintomatici”. Governo: “Ci saranno novità”

Apertura dei sottosegretari all’Istruzione Sasso e Floridia: “Si cercherò di snellire per venire in contro alle scuole”. Intanto i presidi denunciano l’immobilismo scolastico.

Rinviato al 2 febbraio il tavolo tra Regioni e governo fissato per il primo pomeriggio di oggi sulla semplificazione della quarantena. I governatori, però, hanno approfittato dell’arrivo a Roma per le votazioni in corso dell’elezione del Presidente della Repubblica per rilanciare le loro proposte: “Per non interrompere continuamente l’attività didattica in presenza è opportuno tenere in isolamento solo gli studenti positivi sintomatici”, è stata la proposta riguardante la scuola. “Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti delle Regioni hanno condiviso in modo unanime”, ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimo Fedriga.

Dello stesso avviso anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Abbiamo chiesto modifiche per quanto riguarda le scuole nell’ottica di semplificare il sistema, che deve funzionare in modo semplice: i sintomatici stanno a casa, tutti gli altri continuano con la loro vita, specie se vaccinati”. Mentre il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, spinge sui congedi parentali: “Chiediamo anche che ai bambini vaccinati alle elementari vengano applicate le stesse regole per continuare a seguire in presenza che ci sono per le medie e le superiori. Sui congedi parentali serve poi un intervento a sostegno dei genitori bloccati a casa per restare al fianco dei propri bambini”.

Apertura sulla quarantena da parte del governo

Domani è previsto un tavolo tecnico al ministero della Sanità per discutere di eventuali modifiche da apportare. Ad annunciare eventuali cambiamenti sulla quarantena a scuola è il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso (Lega), in un’intervista ad Affaritaliani.it. “C’è in corso una riflessione a proposito delle linee guida, anche in considerazione delle richieste che arrivano dalle Regioni, dai dirigenti scolastici e dalle famiglie – spiega -. Ovviamente ci sono da tenere in considerazione le indicazioni delle autorità sanitarie, ma il ministero dell’Istruzione deve essere parte attiva in questo processo: non possiamo limitarci a recepire e applicare decisioni altrui. Le interlocuzioni sono in corso e credo che un intervento in tal senso arriverà a stretto giro”.

Dello stesso avviso anche la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia (M5S): “Si cercherà di snellire le quarantene. Sia perché hanno creato difficoltà nelle scuole e anche perché sembra che la malattia si stia endemizzando e questo può farci abbassare un pochettino quel livello di sicurezza che si era previsto per tenere le scuole con un alto livello di sicurezza stesso”.

Giannelli (ANP): “Le scuole non stanno più facendo le scuole”

Il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, intevennedo ad una diretta della rivista Orizzonte Scuola ha ribadito :”Le metodologie devono essere però condivise per capire se tali semplificazioni siano sostenibili. Con una battuta potrei dire che l’acronimo di dirigente scolastico potrebbe essere modificata in dirigente sanitario. Il punto che critichiamo fortemente è che molti compiti che aspetterebbero alle Asl sul territorio vengono fatte dai presidi. Ma questo non per cattiva volontà ma perché di fatto in Italia non abbiamo una sanità territoriale, tutto passa per gli ospedali, e ciò è instenibile in una situazione pandemica. Le Als di fatto sono costituite da poche persone che non riecono a gestire burocraticamente a queste necessità. Io ho letto con orrore dei moduli all’interno delle Asl in cui si delega al dirigente scolastico di prescrivere i tamponi. Le scuole non stanno più facendo le scuole, un esempio sono le poche domande di colleghi riguardo le scuole quadriennali perché non hanno tempo neanche di leggere cosa sono e come dovrebbero funzionare”.

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