Prof assolto dall’accusa di aver molestato nove studentesse in classe: “Una ripicca per aver sequestrato i cellulari”

Finito l’incubo di un docente di un istituto alberghiero della provincia di Ravenna che è stato assolto dall’accusa di molestie e violenza sessuale nei confronti di un gruppo di sue ex allieve. Nel 2019, dopo le denunce delle ragazze, finì anche agli arresti domiciliari. Per i giudici le accuse nei suoi confronti erano inconsistenti.

Assolto dall’accusa di aver molestato le sue studentesse dopo un calvario lungo tre anni durante i quali è stato costretto ad andare in pensione: è la storia di un docente di un istituto alberghiero della provincia di Ravenna finito a processo per violenze sessuali aggravate su nove studentesse che per la giustizia di primo grado però non ha mai commesso.

La Procura chiedeva una pena di 4 anni per il 65enne professore di educazione alimentare, originario di Rimini, che nel 2019 era stato anche agli arresti domiciliari. Le nove studentesse, che si erano rivolte al vicepreside poi al preside della scuola, avevano raccontato che il docente in classe “non si limitava alla cattedra, ma veniva dietro alla sedia, faceva massaggi e si appoggiava col busto”. Secondo le accusatrici il professore riconosceva anche voti più alti a chi indossava “abiti succinti”. Il docente ha sempre ritenuto di essere stato vittima di una vendetta di un piccolo numero di ex alunne, concentrate in un’unica classe, in ragione di interrogazioni non concordate e cellulari requisiti.

Al processo molti ex studenti e studentesse, nonché altri colleghi insegnanti, hanno testimoniato a favore del professore, tratteggiando la figura di un uomo che nella sua vita si è sempre prodigato nell’aiutare gli ex allievi e che, a ridosso della pensione, non sarebbe impazzito trasformandosi in molestatore. Insomma, nulla che potesse definirlo come un “erotomane” così come le sue studentesse lo avevano dipinto nelle pesantissime accuse. Una tesi sposata anche dal Tribunale e che fa tirare un sospiro di sollievo al docente che non sembra non avere rancore nei confronti delle sue accusatrici.

“La gran parte di queste sono state bullizzate. Non ce l’ho con loro. Hanno fatto una cosa più grande di loro – ha dichiarato al Corriere di RomagnaSecondo me è partito tutto quando ho deciso di sequestrare i cellulari in classe, mentre gli altri docenti glie lasciavano. La classe alla fine mi è scappata di mano. Nella mia carriera ho aiutato gente che aveva problemi con la droga, con l’alcolismo, con l’anoressia, a trovare lavoro. È gente che ancora dopo 30 anni mi dimostra dell’affetto. L’unica cosa forse, è che io non sono tarato per l’utilizzo dei cellulari. Da quel punto di vista sono sempre stato un insegnante rigido nel cercare di correggere lo studente che sbagliava”.

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