Presidi inviano una lettera al ministero: "Famiglie devono collaborare o sarà difficile andare avanti"

Una lettera sul tavolo della ministra Lucia Azzolina che attende risposta. L’Associazione nazionale presidi ha richiesto nella giornata di ieri la convocazione di un tavolo permanente “come previsto dal protocollo di sicurezza firmato il 6 agosto”. Molti i nodi, oggetto di segnalazioni da tutto il territorio nazionale, che i dirigenti scolastici hanno urgenza di sciogliere. Corriereuniv ha raggiunto il presidente dell’ANP, Antonello Giannelli, per fare il punto della situazione.

Quali sono le richieste che avete fatto alla ministra?

Innanzitutto l’uniformità delle procedure delle Asl. Prassi difformi, attuate dai dipartimenti di prevenzione, riguardo ai casi sintomatici che oggi variano in base alla regione e stanno creando più di un problema. Poi la gestione dei docenti che sono in quarantena, perché non sono in malattia ma per gli effetti giuridici sono equiparati ad essa. Questo pone dei problemi perché se poi il docente non può lavorare a distanza da casa bisognerà nominare un supplente. Le graduatorie non hanno funzionato bene, ciò ha causato una carenza di organico in molte scuole e quindi un orario incompleto delle lezioni per gli studenti.

Molti dirigenti scolastici si sono lamentati per la mancata chiarezza nella gestione dei cosidetti “docenti covid”

Sarà un’occasione per capire a livello nazionale com’è la situazione con dei dati del ministero e chiediamo con forza che si possa derogare il limite del 10% del budget per le sostituzioni in caso di malattia o maternità.

Quali sono le problematiche maggiori che i dirigenti scolastici hanno dovuto affrontare durante la riapertura?

Sicuramente i banchi e l’organico. Molte scuole sono senza banchi monoposto. Sembra che siano in ritardo rispetto la fine di ottobre come promesso dal Commissario: parliamo di due milioni e quattrocento mila banchi. Ad oggi ne risultano consegnati molto meno della metà. Quindi vogliamo avere un quadro dei dati a disposizione. Riguardo l’organico, ritengo che sia importante fare il concorso docenti il prima possibile; anche se, naturalmente, ci sono tutta una serie di difficoltà per la pandemia. Prorogare ulteriormente significherebbe aspettare uno o due anni.

Il ministero poteva fare di più sulla sicurezza nelle scuole?

Ritengo che le misure messe in campo siano sufficienti. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha affermato che i contagi stanno avvendo in maniera maggiore fuori scuola. Il problema sono gli assembramenti fuori dalle scuole., nei locali, lì dobbiamo stare attenti.

Ci sono ancora delle incompresioni sull’uso della mascherina in classe. Ritenete che sia necessaria anche quando le distanze vengono rispettate?

Avendo a che fare con un’epidemia i dispositivi di protezione devono essere utilizzati. Detto ciò tutte le autorità sanitarie ci stanno dicendo che se vengono rispettate le distanza si può anche non usare la mascherina. Ricordo che il docente dovrebbe stare a due metri dagli studenti, togliersi la mascherina quando deve spiegare se il problema sorge.

Le famiglie degli studenti possono aiutare in questo frangente?

Devono. Se le famiglie non collaborano sarà impossibile gestire la situazione. Misurare con la massima diligenza ogni mattina la temperatura del ragazzo, tenendo a casa il ragazzo se ha un po’ di febbre. E poi far capire ai ragazzi quanto è importante tenere la mascherina a scuola e, soprattutto, fuori da scuola: bisogna evitare che il virus venga portato in aula o nei corridoi degli istituti.

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