Pnrr, risorse per palestre solo ad una scuola su sei. Corte dei conti: “Sei mesi di ritardo”

Solo trecento milioni erogati a 444 tra sedi e succursali a fronte di 3 miliardi richiesti. La Corte dei conti: “Accelerare i lavori, c’è un ritardo di sei mesi”

Solo una scuola su sei potrà rinnovare e mettere a norma la propria palestra con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una media di 675 mila euro a palestra, per 444 istituti (230.440 mq di superficie complessiva). Lo ha certificato la Corte dei conti che sta dedicanto ai controlli del caso rispetto l’erogazione dei fondi. Il cronoprogramma previsto per l’approvazione della graduatoria definitiva degli interventi risulta parzialmente conseguito in quanto è ancora in corso di svolgimento l’istruttoria sugli interventi ammessi con riserva.

Corte dei conti

L’ampia partecipazione, oltre 2859 domande, dimostra il fabbisogno di infrastrutture sportive nelle scuole, il quale verrà soddisfatto in minima parte. Dei 300 milioni approvati, il 70% verrà erogato a scuole primarie e il 30% per le secondarie, con una prevalenza dei finanziamenti (54,29%) verso il Mezzogiorno. Sono alcuni dei dati che emergono dalla delibera n. 12/2022 approvata dai revisori contabili. “La magistratura contabile evidenzia la necessità di fondi più congrui alle reali esigenze delle scuole italiane – si legge in una nota – o, quantomeno, di una loro destinazione alla sola scuola primaria, in coerenza con quanto previsto dalla legge di bilancio 2022 sulla graduale introduzione dell’educazione motoria nelle scuole del primo ciclo di insegnamento”.

Ritardi anche al Ministero dell’Istruzione secondo i revisori contabili, che becchettano Viale Trastevere raccomandando “una pubblicità più tempestiva, sui siti istituzionali, dello stato di avanzamento dell’intervento, per garantire la piena trasparenza dell’attività amministrativa, nonché forme diffuse di controllo dell’utilizzo delle risorse pubbliche”. Inoltre la Corte ha invitato il Ministero a colmare il ritardo di quasi sei mesi dalla pubblicazione degli interventi ammessi a finanziamento, attraverso la rapida chiusura delle istruttorie ancora in corso e la stipula delle convenzioni con gli enti locali destinatari dei fondi in modo che si possa procedere alle fasi di progettazione. Non solo: la Corte invita il Ministero a comunicare entro 45 giorni l’elenco definitivo degli interventi ammessi a finanziamento e le eventuali misure da adottare per rimuovere le criticità sottolineate.

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