"Per Eluana", ipotesi Fondazione

beppinoenglaro.jpgCaso Englaro, nuovi sviluppi. Entro la prossima settimana sarà definito il Comitato Scientifico dell’Associazione «per Eluana» che darà continuità all’impegno di Beppino Englaro per la libertà di autodeterminazione nel fine vita. Il Comitato scientifico sarà il cuore dell’Associazione e – come ha riferito ieri l’avvocato Massimiliano Campeis – sarà presentato dallo stesso Beppino Englaro martedì prossimo a Roma, nella sala stampa del Senato.
Del Comitato – come hanno peraltro anticipato alcuni mezzi d’informazione – fanno già parte il professor Gian Domenico Borasio, direttore del Centro Interdisciplinare di Medicina palliativa all’Università di Monaco di Baviera; il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ha seguito Eluana per anni; e l’anestesista Amato De Monte, che ha guidato l’équipe che, a Udine, ha interrotto l’alimentazione e l’idratazione della donna.
Entro martedì – ha dunque comunicato Campeis – la composizione sarà completata, mentre entro la fine del mese sarà definita formalmente la natura giuridica dell’associazione nata nelle settimane scorse per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano e che potrebbe trasformarsi prossimamente in Fondazione.
Sicuramente – ha spiegato Campeis – saranno modificati lo statuto dell’attuale Associazione «per Eluana», gli scopi (con l’inserimento dell’impegno per la libertà dell’autodeterminazione) e la base sociale, che – ha anticipato Campeis – dovrebbe essere illimitata.
A presiedere l’Associazione/Fondazione sarà lo stesso Beppino Englaro, coadiuvato dalla nipote Germana (presumibilmente in qualità di vicepresidente), mentre lo zio di Eluana, Armando, entrerebbe a far parte del consiglio direttivo, composto da cinque o sette persone.
Sarà comunque compito del Comitato scientifico – ha sottolineato Campeis – definire le linee guida dell’attività dell’Associazione/Fondazione con una sorta di «manifesto» sul consenso informato che evidenzi che solo il paziente può decidere delle terapie e delle cure da somministragli, sottolineando la sua centralità in tutte le scelte ed evidenziando la «finitezza» della medicina e della vita umana.

Manuel Massimo

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