OrientaSud, lavoro e formazione: l’80 % dei giovani non ha strumenti di scelta

orientasud2013_inaugurazione

Casa del welfare, ItaliaLavoro, Inps e Inail hanno dato informazioni ai ragazzi sul mondo del lavoro e sull’apprendistato. La Fondazione che ha organizzato l’evento rileva: “L’80% dei ragazzi andrà all’Università, ma il 60% non sa quale corso scegliere”

                                                         

L’80% dei giovani non sa cos’è un contratto di apprendistato. Solo uno su cinque conosce la differenza tra un centro per l’impiego e un’agenzia per il lavoro. La disinformazione aumenta se si domanda loro la differenza tra Inps o Inail. Insomma gli studenti arrivano alle soglie della maturità senza sapere come muoversi qualora privilegiassero la strada del lavoro a quella del proseguimento degli studi. I dati sono stati raccolti da Casa del Welfare, Italia Lavoro, Inps e Inail, presenti a rappresentare il Ministero del lavoro ad Orientasud. Nel corso della manifestazione sono stati distribuiti buoni lavoro per assicurare contributi e assicurazione medica a chi, mentre studia, decidesse di fare lavoretti saltuari.

L’80% degli studenti sceglierà di perseguire la carriera universitaria. Ma di questi, il 60% è assolutamente disorientato sulla scelta del corso di laurea. Chi invece ha le idee chiare, privilegia le aree di studio scientifiche, anche se aumenta la curiosità verso le nuove professioni come agronomi, web designer, criminologi. L’invito rivolto loro dai docenti che hanno presieduto le conferenze di facoltà è stato corale: “Non lasciate il sud. E’una terra ricca di potenziale. Napoli a una grande capitale nel mediterraneo”.

Chi ha già deciso di cercarsi un lavoro dopo il diploma, tenterà di specializzarsi attraverso corsi di formazione o di avvio all’apprendistato di cui pure si è parlato tanto durante l’evento fieristico attraverso i workshop. Particolarmente seguito quello sulla “Progettazione”: un esperta dell’Università di Napoli Federico II ha illustrato ai giovani interessati elementi di europrogettazione utili per attingere dai fondi europei gli strumenti per pianificare e costruirsi il futuro.

“L’impressione – ha commentato Mariano Berriola, presidente della Fondazione a margine della tre giorni – è che i nostri giovani hanno un crescente bisogno di orientarsi verso il futuro. Lo scopo della nostra Fondazione è quello di calarli in un mondo completamente diverso da quello della scuola senza che si sentano disorientati e per quello da anni, stiamo costruendo una rete tra soggetti pubblici e privati. La grande risposta di pubblico, e la grossa soddisfazione di alunni e docenti, ci fa credere che questa sia l’unica strada perseguibile per aumentare l’occupabilità e l’occupazione e sconfiggere abbandoni scolastici o fallimenti. Riuscirci al Sud prima che a nord, è la vera sfida”.

OrientaSud chiude i battenti con un bilancio positivo: 20mila ragazzi almeno, provenienti da ogni parte della Campania, hanno affollato l’area fieristica allestita presso la stazione marittima di Napoli. A loro ItaliaOrienta, la Fondazione che ha organizzato l’evento, ha offerto la possibilità di misurarsi con ogni strada percorribile una volta raggiunta la maturità. ItaliaOrienta lascia una finestra sempre aperta a tutte le scuole di Italia, da sud a Nord che vogliano partecipare al progetto Paese messo in piedi dalla Fondazione.

GUARDA IL VIDEO

 

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Donne e lavoro, un connubio difficile: "Ritardo culturale e civile del paese"

Next Article

"Mi vendo bene, ma non sono in vendita": ecco il manuale per orientarsi nel mercato del lavoro

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.